L'inizio dell'avventura di Goncalo Ramos con il Milan è sicuramente stata non semplice dal punto di vista della pressione e anche da quello realizzativo, ma la vittoria contro il Lecce ha scacciato i cattivi pensieri e le nubi da Milanello lasciando a giocatori e a Ruben Amorim una ritrovata serenità.
Intervistato dai canali ufficiali del club rossonero l'attaccante portoghese ha parlato della sua avventura in rossoneor, del suo ambientamento in Italia e a Milano, del rapporto con Amorim e ha anche svelato molti retroscena sulla sua vita privata.
“L'affetto dei tifosi? È stato molto bello, ho incontrato i tifosi per la prima volta a Giacarta dove abbiamo tanti sostenitori. È stato incredibile, perché eravamo così lontani da casa ma potevamo sentire chiaramente il loro supporto. Capisci quanto il Milan sia enorme come Club e come tifoseria. I nostri tifosi ci danno forza e sostegno in ogni partita. Mi piace sentire questo calore durante la partita. A volte può sembrare un piccolo aiuto, ma nei momenti importanti è fondamentale”.
“Ogni anno trascorro almeno una settimana in Algarve con la mia famiglia, perché è speciale. Ci sono tantissimi turisti e c’è un po’ di tutto: bel clima, buon cibo, c’è tranquillità se riesci a trovare i posti giusti. Per me è Olhão, con il litorale che costeggia la città… Si chiama Rio Formosa, è uno dei posti più belli dell’Algarve.
Piatto preferito In portoghese si dice “choco”, seppia. Lo cucini in padella e poi lo mangi con le patate con su della salsa. È il mio piatto preferito”.
“Gioco a calcio da sempre, non so esattamente da quando. La mia prima squadra è stata l’Olhanense, a 4 anni. Ho cominciato a giocare con bambini più grandi di me, loro avevano 5-6 anni. Ero il più piccolo perché non c’era una squadra per la mia età in quel momento ma io volevo giocare. Questo è il mio primo ricordo.
Passo tanto tempo con mio nonno. Non so molto della sua carriera da calciatore, so più di quella di mio padre perché me ne hanno parlato. Anche adesso mi aiuta ogni settimana, in ogni partita. Lui è sempre il primo ad aiutarmi in ogni momento. Lui giocava quindi sa di più delle altre persone cosa vuol dire giocare e fare determinate cose in campo. Lui è anche il primo a dirmi la verità e a esigere di più da me. Se ad esempio faccio 5 gol in una partita, ma poi ne sbaglio uno la prima cosa che mi dice è: “Potevi fare meglio in quell’occasione”. Lui è sempre schietto con me e mi spinge sempre a migliorarmi e a salire di livello. Mia madre invece è molto più loquace di mio padre. Mio padre è più riservato, più tranquillo. E mia madre alza il tono della voce perché non riesce a gestire lo stress”.
“So dire cose semplici come “ciao”, “domani”, “calcio”, “attaccante”. Capisco quasi tutto. Milano? Io preferisco la vita di città. Anche quando ero a Parigi avevamo scelto di vivere vicino al centro. Penso che sia meglio, perché quando non ci alleniamo ho qualcosa da fare, se voglio. È anche più sicuro per la mia famiglia.
Ho vissuto in due città meravigliose, ma mi piacerebbe tantissimo vivere qui perché ci sono alcune somiglianze con il Portogallo. Inoltre è una città meravigliosa, più tranquilla di Parigi e per me è meglio perché non amo il caos”.
“Altre passioni? L’NBA. Amo giocare a basket, è il mio sport preferito. Mi piace guardare l’NBA e ora Philadelphia… Adesso hanno LeBron James, è la nuova squadra di LeBron. Mi piacciono anche altri sport come la Formula 1. Il mio pilota preferito è Hamilton e la mia scuderia preferita è la Ferrari. Poi mi piace andare al cinema, ma i popcorn devono essere buoni. Di serie mi piacciono i Peaky Blinders. Film? Il Pianeta delle Scimmie”.
“Ricordo quando ero al Benfica e abbiamo pareggiato 2-2 contro lo Sporting, e ho segnato due gol contro mister Amorim. Ero molto felice. Non ne parlo con lui, solo con i membri dello staff Carlos e Vital. Allora lui già mi conosceva perché eravamo nel bel mezzo del campionato e avevo già giocato tante partite col Benfica. Questo lo ha aiutato a conoscermi meglio”.
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