Sosta, tempo di bilanci. La prima riflessione che sorge spontanea è che Leao al Milan non manca a nessuno. Fin qui nessuno ha pensato “Se ci fosse stato il portoghese in questa partita…”. Il Club rossonero è riuscito a voltare pagina senza particolari rimpianti: la separazione non è stata traumatica grazie alle prestazioni e ai gol di Diego Moreira e di Cissè, oltre al rientro incoraggiante di Pulisic. La sensazione generale è che ora ci sia una miglior espressione di squadra, dove tutti corrono e si sbattono alla stessa maniera. Insomma nessuno lo rimpiange e questa notizia non era assolutamente scontata fino a qualche settimana fa.

Dopodiché è una squadra che si può perfezionare: credo che a gennaio il Milan proverà a essere protagonista sul mercato, con l’intenzione di alzare il livello generale della rosa, oltre che dei risultati, anche se l’inizio è stato buono. Là davanti ad Amorim servirebbe qualcosa, così come a centrocampo dove Hojbjerg sarebbe il giocatore perfetto. E poi c’è il capitolo difesa dove la coperta è anche un po’ corta.


Si è parlato molto di Gonçalo Inacio, così come nelle ultime ore di Kim. Personalmente non avrei dubbi e andrei tutta la vita sul giocatore ex Napoli oggi al Bayern Monaco. Quasi 30 anni, grande esperienza, pure in Serie A da protagonista: per caratteristiche potrebbe essere perfetto per Amorim. Il portoghese dello Sporting continua a giocare da braccetto, dove il Milan può contare su Pavlovic. Serve uno specialista che possa giocare in mezzo, nonostante la crescita incoraggiante di De Winter e con buona pace di Gabbia, che troverà comunque il suo spazio.

Non capirei un investimento da 40 milioni per Gonçalo Inacio, che l’allenatore del Milan comunque conosce meglio di tutti. Kim sarebbe un upgrade sicuro e molto funzionale. Il coreano sta a Rabiot, come il portoghese sta a Jashari. A Milanello la differenza la fanno i giocatori come il francese. Al Milan serve un Rabiot della difesa e Kim lo è.