Inizia la League Phase della UEFA Champions League 2026/27 e al Santiago Bernabeu è subito big match: c'è Real Madrid-Inter.
José Mourinho affronta il suo passato nello stadio che ha sancito l'iconico Triplete nerazzurro del 2010, una squadra nella quale c'era anche l'attuale allenatore interista Cristian Chivu.
Alla vigilia del match, lo Special One ha parlato a Sky Sport lasciandosi andare a ricordi, pareri sul momento dell'Inter e anche a una battuta legata all'emergenza a centrocampo dei blancos.
Mourinho parte proprio dai ricordi al Bernabeu:
"In questo momento è il mio stadio, però al di là di questo, sarà sempre il mio stadio dal maggio del 2010. Ogni partita è importante per noi, saranno 8 e spero di rivedere l’Inter più avanti".
Il tecnico portoghese si sofferma poi sui nerazzurri esaltando il loro percorso:
"L'Inter è una grandissima squadra, con 6 anni. Da Conte a Inzaghi e a Chivu il modello di gioco è lo stesso. E' una squadra che può giocare con gli occhi chiusi. L’unica sorpresa degli ultimi anni è che non ha vinto la Champions".
Mourinho parla poi di Chivu allenatore:
"E' difficile da dire quando sono giocatori. Ho avuto molti contatti con lui quando allenava la primavera, ho capito la passione".
Si passa poi ai protagonisti della partita:
"Bellingham? E' importante che i giocatori giochino nella posizione migliore. Ci saranno i momenti dove i giocatori dovranno fare delle cose diverse rispetto alla loro posizione naturale. Mbappé è Mbappé, Lautaro è Lautaro. Sono giocatori diversi".
Il Real Madrid arriva alla sfida in emergenza a centrocampo, con tre giocatori squalificati (Bernardo Silva, Arda Guler ed Eduardo Camavinga). Interpellato sul tema, Mourinho si lascia andare a una battuta:
"Anche se abbiamo 3 squalificati sono 11 contro 11. E' dura, è dura. Penso che chi ha fatto l’ordine delle partite era italiano (ride, ndr)".
José Mourinho è poi intervenuto in conferenza stampa e ha presentato la gara: "Voglio trattarla come una partita singola, senza pensare al fatto che ci saranno altre 7 partite dopo. E voglio vincere ovviamente.
Come ho visto i giocatori dopo la sconfitta contro il Betis? Li ho visti come dovevo vederli: morti nello spogliatoio, abbastanza recuperati domenica, totalmente normali oggi nella rifinitura. Abbiamo la convinzione di aver fatto una buona partita, di aver giocato come squadra e di aver sbagliato dei goal che normalmente non sbagliamo".
"Al Bernabeu ho vinto una Champions, al Bernabeu ho perso una semifinale ai rigori. Qua ho avuto il meglio ed il peggio, ma non penso a niente. Sono l'allenatore del Real Madrid e domani si gioca una partita di Champions. Non sarà ultra importante perché non è a eliminazione diretta. Sia noi che l'Inter ci qualificheremo, almeno penso. Mi auguro che Real Madrid-Inter sia una possibilità anche per il futuro quando le cose si faranno serie. Domani sarà comunque importante, l'Inter verrà qui per fare punti e anche noi".
"Non risponderò, sono onesto. Ci sono tre squalificati. Posso solo dire che l'algoritmo del calendario forse parlava italiano (ride, ndr), perché ci porta a giocare questa partita in questa situazione. Siamo questi, abbiamo quattro-cinque opzioni. Potremmo parlare di ognuna di queste, ma non voglio dire niente".
"C'è fuori dalla partita, durante la partita no".
"Sono momenti diversi. Ho chiuso il mio lavoro al Real Madrid nel 2013, vincendo quello che abbiamo vinto e perdendo quello che abbiamo perso. Ma è un capitolo chiuso, questo nuovo non ha niente a che vedere con il passato. Sono momenti diversi della storia del Real. Il club ha vinto tantissime Champions negli ultimi anni, ma a me non cambia il modo di pensare. Se mi chiedete se ho il desiderio di vincere la Champions con il Real Madrid dico ovviamente sì, ma non c'entra niente con il passato".
"Per me ora è solo una partita normale. Ritrovo un amico ovviamente, ma lo saremo prima e dopo la partita. Io durante la sfida mi siederò sulla panchina del Real Madrid, mi farà piacere vedere certe persone, ma poi in partita voglio vincere: non ci sarà tempo per pensare a cose del passato, per quanto molto bello. Chivu è uno dei miei e sarà sempre così, gli voglio molto bene e sono felice che le cose gli vadano bene. Sarà un piacere abbracciarlo prima e dopo la partita".
"Il Real Madrid è sempre il Real Madrid. Ha avuto una stagione complicata e quando hai stagione complicate significa che ci sono molte cose da migliorare. Voglio lavorare con stabilità, con l'idea di vincere tutte le partite e tutte le competizioni. Penso all'Inter, che è un esempio di stabilità: anche cambiando allenatori negli ultimi sei-sette anni, è una squadra con stabilità nonostante Conte, Inzaghi e Chivu. Parlo di club, di mercato, di struttura: tutto è stabile lì".
"Non voglio parlare di questioni arbitrali. Non risponderò alla domanda. Dico che abbiamo perso col Betis perché non abbiamo tradotto in gol la produzione offensiva che abbiamo fatto. C'è da capire se il VAR non ha fatto ripetere il rigore perché non conosce il regolamento o non ha voluto, questo mi chiedo. E nel caso in cui non sapesse il regolamento, mi chiedo perché non abbia chiamato l'arbitro al monitor. Vado nella direzione dell'onestà e penso che non sapesse il regolamento, ma questo non può succedere. Perché in una situazione normale quel rigore era da ripetere, anche se sottolineo che non abbiamo perso per questo motivo. Detto questo, vorrei capire da uomo di calcio perché quel rigore non è stato fatto ripetere. E poi chiedo perché il capitano del Real Madrid ha preso un cartellino giallo, visto che il capitano ha il diritto di chiedere e avvicinarsi all'arbitro per chiedere spiegazioni".
"Domani potrebbe essere pronto per giocare 5 minuti, forse 10. Si è allenato ieri per la prima volta con la squadra, non gioca da un'amichevole estiva. Non ha condizione per più di 10 minuti. Ma in panchina abbiamo tanto spazio e lui ci sarà, magari dovrà entrare. Lui è un giocatore d'attacco e giocherà in attacco, poi se da 9, 10 o da esterno non lo so ma sicuramente giocherà in attacco".
"Il rapporto è ovvio, abbiamo passato tante cose insieme, nel bene e nel male anche come uomo. Sul ragionamento sui giovani allenatori, dico che qualcuno fa bene e qualcuno fa male. Lui ha fatto bene. Poi non ti chiedo con cui hai parlato tu a telefono, quindi non dirò con chi ho parlato io. Dico solo che non c'è niente da chiarire, ci abbracceremo prima e dopo la partita e vediamo come andrà la gara".
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