Oggi Pedri è un punto fermo del Barcellona, ma poteva esserlo del Real Madrid.
A cambiare tutto è stato un provino con i blancos, che non ha avuto il lieto fine.
A rivelarlo è stato lo stesso centrocampista a The Players' Tribune, un lungo racconto che da quell'episodio ricostruisce la crescita del ragazzo.
Si parte proprio dal racconto di quel provino fatto da Pedri con il Real Madrid.
La mia carriera al "Tasca Fernando" finì dopo una sola serata, grazie a Dio. Puntavo tutto sul calcio. Qualche mese dopo, mentre giocavo per la squadra della mia città, mio padre iniziò a ricevere telefonate da club più importanti. Tutto cominciò con il Deportivo; poi arrivò la chiamata del Real Madrid per sapere se volessi fare un provino per il loro settore giovanile. La mia famiglia non sapeva bene come gestire la cosa: eravamo persone normali, senza alcuna esperienza con procuratori o dinamiche simili. Ricordo che alcuni amici mi chiedevano: "Il Real Madrid? Ci vai davvero? È pazzesco".
Fino a poco prima giocavo al parco con loro, capisci? Sembrava irreale.
Rispondevo: "Certo. Devo provarci".
Alcune persone del quartiere contattarono persino il Barcellona per vedere se fossero interessati a me. Ma la verità è che, all'epoca, non rientravo nei loro radar.
Ricordo che qualcuno scherzava dicendo: "Se tuo nonno fosse ancora vivo... Mamma mia" (in riferimento al nonno, grande sostenitore del Barcellona e antagonista del Real Madrid, ndr).
Mio padre mi accompagnò a Madrid; quando arrivai al centro sportivo, gli altri ragazzi si erano già sistemati nel convitto e passavano la mattinata a scuola. Io, invece, restavo tutto il giorno da solo in hotel, senza nulla da fare se non fissare il telefono in attesa dell'allenamento. Non era il massimo per il morale.
Dopo una settimana mi rimandarono a casa. Semplicemente, non doveva andare così.
Pedri racconta anche cosa gli ha lasciato quanto accaduto:
"A dire il vero, fu un'esperienza che mi insegnò l'umiltà. Non è piacevole tornare a casa, rivedere gli amici e sapere che tutti sono al corrente del fatto che non ce l'hai fatta. Eppure, non dimenticherò mai il grande sostegno ricevuto da tutti. E la cosa bella è che, nel mio paese, sono tutti dei comici: la prendevano quasi a ridere.
"Non preoccuparti, tuo nonno non avrebbe mai permesso che accadesse. Era lassù a parlare con l'Altissimo. Quel giorno Dio fece nevicare a Madrid apposta!"".
Dopo la delusione Real, per Pedri è arrivato il Las Palmas:
"All'epoca non avrei mai potuto immaginarlo, ma tutto è successo per una ragione. Ero ancora solo un ragazzino, sai? Avevo bisogno di tempo per maturare. Alla fine entrai nel settore giovanile del Las Palmas, più vicino a casa, e anche quella fu un'avventura pazzesca. Avevo 15 o 16 anni e vivevo da solo per la prima volta. Ricordo che andavo a fare la spesa con i miei compagni di squadra e ne uscivamo con di tutto, tranne che con del cibo vero. Ci andava già bene se, una volta a casa, nella borsa della spesa c'era almeno un semplice petto di pollo".
E alla fine il coronamento del sogno da bambino, il Barcellona. Pedri racconta:
"Dopo un anno al Las Palmas, mio padre iniziò a ricevere delle telefonate. Lui e mia mamma me lo tennero nascosto finché non furono praticamente costretti a dirmelo; cercavano di proteggermi.
Ricordo che un giorno mio padre mi chiamò e disse: "Ci sono alcune squadre interessate a te. Devi decidere se vuoi andartene o restare".
Risposi: "Ok... dimmi quali sono le squadre".
"Beh, vuoi fare in fretta? Perché credo che, una volta fatto quel nome, non vorrai nemmeno sentire gli altri".
"Dimmelo".
"Il Barça".
"Cosa?"
"Il Barça. Davvero".
"Ok, basta così. Andiamo".
Ovviamente, per tutta la mia famiglia fu un pianto continuo. I primi a cui lo dissi furono i miei tre migliori amici: Fran, Rubén e Dani. Reagirono come solo i canari sanno fare.
Dani mi diceva: "Ma non capisco. Come fa il Barça a chiamarti? Non sei così forte. Gioco con te tutti i giorni! Sei bravo, eh, ma dai! Andrai a giocare con Busquets???!!! Immagino farai la riserva, no? È pazzesco, fratello".
"Non lo so. Magari mi mandano di nuovo in prestito".
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