Nel corso dell'odierna conferenza stampa di presentazione della prossima sfida di Nations League contro la Turchia, il commissario tecnico dell'Italia Roberto Mancini ha parlato anche, tra gli altri vari temi, del caso che ha sconvolto e scosso il calcio inglese: l'accusa di colpevolezza dei Citizens di 114 su 115 violazioni finanziarie nel periodo compreso fra il 2009 e il 2018.
Il CT azzurro ha spiegato come non sia un suo problema e come creda che il Manchester City non sia stato, in realtà, giudicato colpevole. Mancini ha, infatti, dichiarato: "Non credo che il Manchester City sia stato giudicato colpevole, anzi. Non è un problema che riguarda me, ma non è una cosa nuova. Il Manchester City non è colpevole e sul doppio contratto non è un problema mio, ma loro semmai".
Ma qual è la connessione fra Mancini e le accuse al Manchester City?
Chiaramente la società inglese è stata ritenuta colpevole, secondo quanto riportato da The Athletic, di innumerevoli altre accuse di carattere finanziario, fra cui anche quelle relative al contratto che era stato stipulato con Roberto Mancini.
Come viene ricostruito anche dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, nelle accuse ci sarebbero anche dei pagamenti in nero ricevuti dall'attuale CT dell'Italia (all'epoca manager proprio dei Citizens) e un secondo contratto che serviva a più che raddoppiare il compenso a Mancini. Il secondo contratto sarebbe stato un accordo accessorio con un club di Abu Dhabi - di proprietà sempre dello sceicco Mansour - da 2,03 milioni di euro in cambio di un lavoro minimo di consulenza per quattro giorni all'anno.
Le accuse ricostruiscono - secondo ciò che è filtrato e secondo quelle che sono le loro opinioni - che tale stratagemma servisse per aggirare il regolamento del Fair Play Finanziario della UEFA e le regole della Premier League. Sia il Manchester City che Mancini hanno negato tutte le accuse.
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