Il Milan vince e vola in testa. Dopo appena due giornate, non è tutto ma non è nemmeno poco. In passato c’è stato (molto) di peggio, ecco. Il risultato è la notizia migliore a capo di una partita in verità sofferta e controversa, perché fino al goal il buon Gonçalo Ramos aveva sbagliato tutto lo sbagliabile. Ma il calcio è questo: quando meno te l’aspetti, arriva la sorpresa. Ammesso - e non concesso - che un bomber obiettivamente strapagato sia una sorpresa quando segna…


Un po’ di pagelline e commenti sparsi, per il Milan che ha chiuso esultando sotto la curva rossonera. Maignan con le mani ha toccato il pallone una volta: sufficiente per sventare un’occasione nel primo tempo. Gila attento, come al solito, limitando più del solito qualche iniziativa un filo più spericolata. Anche De Winter ha fatto il suo, che non è stato poco per rimediare a qualche imbucata. Così le iniziative partite dal basso sono state firmate da Pavlovic, sventato dal portiere Stankovic nell’occasione più nitida alla mezz’ora.


A centrocampo Chuku si è visto a intermittenza, acceso poco e spento molto, anche se non è passato inosservato un suo opportuno salvataggio su affondo malandrino del Venezia. L’altro “recuperato” tra gli ex epurati dell’anno scorso, cioè Musah, ha proposto tanta quantità e altrettanta imprecisione, un passo indietro nel percorso che sembrava avviato - molto meglio - domenica scorsa a Torino. È vero che in avvio di ripresa ha colpito la traversa, ma è stato più un goal sbagliato che un colpo sfortunato. Ordinario però abbastanza opaco anche Modric, a disagio nelle fiammate di una partita a tratti frenetica. A sinistra senza lampi Bartesaghi, un po’ scolastico a dir la verità, però provvidenziale almeno in un salvataggio in chiusura sul secondo palo a Maignan scavalcato, quando si era ancora sullo 0-0.


In avanti Loftus-Cheek: doppio cognome ma mezzo incompiuto. Ha fisico, potenza, corsa. Tutte qualità che si intravedono sempre e non si vedono quasi mai. Meglio Cisse, però ancora tanto volenteroso quanto acerbo. Il ragazzo ci sa fare (presente) e ce la farà (futuro): la differenza nei tempi verbali significa che non si può pretendere la regolarità di un veterano, almeno a un certo livello. Il livello delle aspettative è invece altissimo per Gonçalo Ramos, anche per il prezzo - oltre 70 milioni - che pesa su ogni pallone toccato o sfiorato, di testa o di piede. Dopo aver lasciato assai a desiderare, l’attaccante portoghese si è sbloccato nell’occasione più delicata e difficile, quella servita per sbloccare il risultato. Da lì in poi, tutti hanno dimenticato qualche grossolano errore commesso nel primo tempo. E così Gonçalo è diventato semplicemente GOLçalo.


Di sicuro, il Milan è cambiato quando Amorim ha azionato i cambi. Esattamente come a Torino, Rabiot ha cambiato la manovra e Saelemaekers la partita. Il belga ha pescato Ramos per il vantaggio e azionato Jashari (entrato bene anche lui) per il raddoppio. Alla fine il Milan ha concluso con San Siro in festa. Sognare si può. Illudersi no. Ma fra una settimana sarà già sfida della verità con la Juventus. E lì si vedrà.