Il primo tempo del Milan contro la Lazio è stato pessimo e molto preoccupante per i colori rossoneri. I biancocelesti facevano quello che volevano, andavano a mille, con Maignan che ha evitato che il passivo all'intervallo fosse addirittura peggiore.

Nel secondo le cose sono cambiate, ma la sintesi è questa: Amorim deve arrivare al dunque, capire che il tempo degli esperimenti è finito, rassegnarsi anche su qualche giocatore e arrivare a battezzare un 11 quasi definitivo.


Il processo di configurazione del Milan, rispetto a un traguardo che dovrà essere del 100%, oggi è ancora troppo indietro. Nessuno pretendeva che Amorim dopo 4 partite potesse avere una squadra già collaudata e perfetta, ma era lecito aspettarsi che non fosse un cantiere così aperto.

Ci sono certe scelte che non hanno pagato: credo che il tecnico debba rendersene conto e farsene una ragione. In estate ha puntato su Estupinan, trattenendolo: scelta sbagliata, nel Milan può fare al massimo la riserva.

Stesso discorso per Loftus-Cheek, pungolato alla vigilia da Amorim che gli chiedeva di non fare 5 minuti e poi sparire. Cosa che è successa anche contro la Lazio. Insistere con l'inglese non è cosa.

Di positivo c'è la reazione nel secondo tempo e l'impatto clamoroso di Diego Moreira, che tanti una settimana fa etichettavano come bidone per una prima partita sbagliata. E' un giocatore forte, che può spaccare la partite, giocando sulla sinistra, sul piede forte.

Tra gli appunti sparsi ci finisce anche un Modric in difficoltà in questo tipo di gare e, mai lo avrei pensato, un Musah che in questa squadra rischia di diventare fondamentale. Così come Pulisic, giocatore importante che è mancato tanto.

Una riflessiione sul portare sulla fascia destra Saelemaekers la farei, anche per aiutare il Milan a trovare equilibrio, che continua a non avere.

Amorim deve fare in fretta per arrivare al suo Milan definitivo: commette troppi errori, nelle idee tattiche e nelle formazioni.