Si può parlare di problema Hojlund per il Napoli? Sì, ma non intendendo che il danese in sé e per sé è un problema per gli azzurri. Nel complicato avvio di stagione della squadra di Allegri, 7 reti in 5 partite con 7 punti totalizzati su 15 disponibili, c'è molto delle difficoltà reciproche del bomber ex Manchester United e della squadra che si muove dietro di lui.

Prima di tutto c'è il dato di fatto: puoi avere anche l'attaccante più letale del pianeta in area, ma se il pallone in area non ci arriva non c'è molto da rimproverargli. Come riporta Opta, Rasmus Hojlund in questa Serie A sta viaggiando a una media di un pallone giocato in area avversaria ogni 26 minuti (14 in 363'): tra gli attaccanti centrali con almeno 350 minuti in campo, solo Paul Mendy del Cagliari (1 ogni 33) ha fatto peggio finora. E il Cagliari, comunque, ha un impianto di gioco e una dimensione che non richiedono alla sua punta di dominare i 16 metri finali. Colpisce anche il dato sugli expected goals: il primo calciatore del Napoli dopo 5 giornate, Anguissa, è appena il 25esimo nella classifica generale. Si parla dunque di una squadra che fa una fatica tremenda a segnare, non solo con Hojlund, ma con chiunque.

Poi ci sono i numeri dello stesso Hojlund, che l'anno scorso ha stabilito il suo record personale a livello di reti in campionato. Quante? "Appena" 12. Che non sono nemmeno poche, ma stridono con la definizione di "top" di gamma in area di rigore. Hojlund, nella sua carriera, è andato in doppia cifra in campionato solo un'altra volta, tre anni fa alla prima stagione con lo United, 10 goal in Premier League. 4 in quella dopo, 9 in quella prima con l'Atalanta in Serie A. Un classe 2003 ha ancora 23 anni e tutto il tempo per affinare le sue doti prettamente realizzative, ma visto il suo storico non si può neanche scaricare tutto il peso delle sue difficoltà su chi gli sta attorno e chi lo dirige da bordo campo. Il Napoli e Allegri avranno bisogno di lavorare tutti assieme per terminare la carestia di goal.