La vittoria contro il Lecce del 20 settembre scorso era stata bella dal punto di vista tecnico e interessante per il nuovo assetto tattico studiato da Amorim. Un netto passo in avanti rispetto alle prestazioni opache offerte contro Juventus, Lazio e Benfica. Venti giorni il trend è confermato: due passi indietro al Mapei Stadium contro il Sassuolo così come sono due i punti lasciati per strada.
Un Milan totalmente enigmatico: bloccato in avvio, molto buono per 40 minuti abbondanti poi dopo il goal di Odenthal, subito per una improvvisa amnesia, è stato incapace di reagire e provare ad andarsi a prendere la vittoria.
Contro il Sassuolo è arrivato il terzo pari consecutivo lontano da San Siro per il Milan dopo quelli sul campo della Juventus e all'Olimpico con la Lazio. Rispetto alle prime due trasferte qui il bicchiere per Amorim e i suoi ragazzi è mezzo vuoto: in campo è scesa una squadra senza un'indentità precisa che ha gettato alle ortiche una vittoria preziosa perché manca di mentalità nei momenti chiave della partita. La conferma è arrivata da uno dei leader della squadra, Adrien Rabiot, al termine della partita ai microfoni di Sky: "Facciamo delle buone cose e poi ogni tanto non facciamo bene quello che dovremmo fare. Dopo il gol abbiamo subito subito due palle gol e ci ha salvato Mike e poi c'è stato questo gol su calcio piazzato. Sono cose difficili da capire, dobbiamo rivedere la partita e analizzare tutto. Secondo me abbiamo fatto una buona gara, ma potevamo fare molto meglio per i giocatori che abbiamo e per come abbiamo lavorato in settimana".
Il modulo fluido che cambia tra una difesa a tre o quattro bnel corso della partita, con Gila che va a cercare ampiezza e spinta sulla corsia di destra, è sembrato perfetto per proteggere Modric contro il Lecce e allo stesso tempo 'bloccato' con Musah in mediana. L'assenza di undici tipo fa sì che questa squadra mancano meccanismi riprodotti fedelmente, certezze all'interno della gara e quella mentalià che sarebbe servita per portare in salvo il vantaggio proprio di Rabiot.
Il Milan nelle prime sei partite è ancora imbattuo avendo giocato quattro gare in trasferta. Tutto sommato non si può parlare di una partenza negativa guardando sia la difficoltà degli avversari affrontati che la classifica. Quella di Amorim non è ancora quella squadra che il tecnico portoghese e il patron Cardinale avevano in testa in estate. D'altronde era stato profetico proprio lo stesso ex Manchester United nell'interviata del 2 ottobre a Sky: "Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti, ma abbiamo ancora molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un'identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice".
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