Roberto De Zerbi sta per perdere la panchina.
No, non si tratta di un esonero per l'allenatore del Tottenham: fisicamente dovrà cambiare panchina almeno per quanto riguarda il centro d'allenamento.
Tutta "colpa" di uno sponsor, il secondo perso dagli Spurs nel giro di pochi mesi a testimoniare il momento delicato che il club londinese sta vivendo dentro e fuori dal campo.
Come riferito da The Telegraph infatti, Sidiz ha attivato una clausola per uscire anticipatamente dal contratto di partnership con il Tottenham alla fine di ottobre.
Si tratta di un'azienda sudcoreana che fornisce le comode sedute al centro di allenamento del Tottenham e all'interno della sala stampa dello stadio.
L'accordo tra Sidiz e Spurs, annunciato quasi due anni fa, sarebbe dovuto durare fino al 2028 e valeva milioni di sterline per i londinesi.
Sidiz non è il primo contratto perso dal Tottenham, bensì è il secondo sponsor che lascia nel giro di pochi mesi, considerando che alla fine della scorsa stagione Kumho Tyre ha interrotto la sua lunga collaborazione con gli Spurs.
E non finisce qui, perché AIA, oggi sponsor che campeggia sul fronte della maglietta dei londinesi, cambierà il proprio accordo passando a una sponsorizzazione non più per la divisa di gioco ma per i kit d'allenamento, accordo ben meno remunerativo per il Tottenham.
Nel complesso, evidenzia The Telegraph, le performance negative della squadra negli ultimi anni hanno contribuito a far perdere parecchio dal punto di vista economico alla società. Le ultime due stagioni in particolare, secondo la ricerca indipendente di The Sponsor, hanno fatto perdere qualcosa come 20 milioni di sterline di valore delle sponsorizzazioni di maglia, passando da 49,1 milioni di sterline del 2024 a 29,8 milioni al termine della stagione 2025/26.
Per dare un'idea delle perdite previste per il futuro, basta dare uno sguardo all'accordo tra Spurs e AIA: la sponsorizzazione per la divisa di gioco vale 40 milioni di sterline l'anno e durerà fino al termine della stagione corrente, ma a partire da luglio 2027 con il passaggio dell'azienda a global training partner (il brand apparirà solo sui training kit, fino al 2032) la cifra passerà a 10-15 milioni di sterline l'anno.
Crollati anche i naming rights dello stadio, che oggi si assestano a 11,2 milioni di sterline l'anno e sono meno della metà rispetto ai 25 milioni di sterline cercati dall'ex chairman Daniel Levy.
In tutto questo, tiene banco anche il futuro della panchina (ma questa volta non c'entra lo sponsor) del Tottenham
Nonostante l'avvio di stagione horror che vede gli Spurs ultimi in classifica in Premier League (2 soli punti con 2 soli goal segnati e 8 concessi nelle prime cinque partite), ad oggi Roberto De Zerbi non sembra essere a immediato rischio esonero. Anche se sulla stampa britannica stanno già iniziando a circolare indiscrezioni sul suo possibile sostituto (particolarmente vociferato il nome di Eddie Howe), l'allenatore italiano gode della fiducia del management della società britannica.
Tutto chiaramente è legato però ai risultati di campo e viene chiesta una immediata inversione di rotta alla ripresa dopo la sosta, ma c'è un altro aspetto a pesare sulla situazione di De Zerbi: il suo contratto è un aspetto che la dirigenza del Tottenham non può trascurare. L'accordo che lega il tecnico italiano agli Spurs è valido fino al 30 giugno 2031 e prevede un ingaggio da circa 14 milioni di euro l'anno, come riportano le maggiori fonti britanniche. Di conseguenza, un suo eventuale licenziamento costerebbe - a meno di accordi fra le parti - un vero salasso economico per il Tottenham: dovrebbe riconoscere i restanti quattro anni e mezzo o poco più di contratto per una cifra anche superiore ai 63 milioni di euro. Una spesa ingente che si aggiungerebbe allo stipendio da corrispondere a un nuovo allenatore.
Questioni tecniche ed economiche, il Tottenham riflette bene sulla posizione di De Zerbi e confida che alla ripresa dopo la pausa per le nazionali il tecnico e la squadra possano cambiare passo e risollevarsi.
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