No, questa non l'aveva prevista proprio nessuno. Che Antonio Raimondo guardasse dall'alto al basso quasi tutti gli altri attaccanti della Serie A dopo tre giornate, era un'ipotesi nemmeno minimamente messa in preventivo.
Eppure è quel che sta accadendo in un inizio di campionato un po' pazzo da questo punto di vista. Il Frosinone si è preso 6 punti su 9 dopo aver già rischiato di imporre il pareggio alla Juventus all'esordio e a trascinarlo è stato lui, Raimondo, la vera sorpresa in una sorpresa tinta di giallazzurro.
Solo Malen ha segnato più di Raimondo nei primi 270 minuti del torneo: cinque volte contro quattro. Antonio ha punito due volte il Venezia, nel pirotecnico 3-2 andato in scena nel pomeriggio allo Stirpe, e una settimana fa aveva fatto lo stesso con la Fiorentina in casa sua.
Il risultato? Il Frosinone vola e Raimondo pure. Tanto che una chiamata in Nazionale da parte di Roberto Mancini, più prima che poi, sembra rappresentare uno scenario piuttosto concreto.
Punto primo: Raimondo non è del Frosinone. O meglio, lo è, ma solamente in prestito. Perché il suo cartellino appartiene ancora al Bologna, che lo osserva con attenzione da lontano.
Proprio a Bologna, Raimondo muove i primi veri passi nel calcio che conta. I felsinei lo portano nel proprio settore giovanile nel 2018 dopo un quinquennio in quello nel Cesena. Credono in lui, certo. A 17 anni, nel maggio del 2017, arriva pure l'esordio in Serie A contro il Verona. E un anno più tardi, contro il Genoa, anche la prima da titolare.
Poi, chiaro, a livello di prima squadra le difficoltà si moltiplicano e qui inizia il solito discorso: una serie di prestiti in B. Raimondo non si sottrae alla regola: viene girato alla Ternana, al Venezia, alla Salernitana. A Terni fa tutto sommato bene (9 reti), nelle altre due piazze no.
La svolta si chiama Frosinone. Ed è una svolta vera, che dura fino ad oggi. L'inizio di una scalata che potrà portare Raimondo chissà dove.
L'annata della svolta è proprio il 2025/26. Raimondo e il Frosinone vogliono riscattarsi dopo un campionato deludente per entrambi, si trovano quasi per caso, si prendono per mano. Ed è un successo.
Antonio segna per la prima volta alla sesta giornata: ironia della sorte, in quel Cesena dove tutto è iniziato. Una doppietta, addirittura. E poi spicca il volo.
Alla fine saranno 15 i goal collezionati dal centravanti allo Stirpe e fuori: uno anche nel 5-0 al Mantova valso il ritorno in Serie A. È un trionfo per lui, per i ciociari, per Massimiliano Alvini.
“Il nostro segreto? È stata la filosofia - ha rivelato Raimondo in un'intervista a GOAL di qualche mese fa - Non abbiamo mai giocato per aspettare le squadre, per il pari. Per esempio contro il Mantova: poteva bastarci un punto, molti lo pensavano, ma dopo la Juve Stabia il mister ci disse che avremmo dovuto vincere, che se avessimo rallentato ci avrebbe tolto anche dopo soli cinque minuti. Questo è anche il segreto che ci ha permesso di arrivare alla vittoria”.
C'è un personaggio particolare nella storia di Raimondo: Sinisa Mihajlovic. Che oggi non c'è più, rimpianto da tutti. Ma che quando c'era ha fatto le fortune di diversi calciatori allenati in giro per l'Italia.
Uno di questi è lui, il giovanissimo Antonio. Ha appena 17 anni quando Mihajlovic decide di concedergli quel primo spezzone in A a Verona, un giorno di cui ha "conservato tutto. È stata un’emozione indescrivibile, non avevo neanche realizzato dove mi trovavo”. E ne ha 18 un anno dopo, quando gioca la prima da titolare contro il Genoa.
“Lo ringrazierò per tutta la vita - ha detto Raimondo a GOAL - È stato il primo a credere in me a livello pro: a 16 anni mi chiamò in Prima squadra per gli allenamenti, era un sogno. Poi una settimana fece una conferenza stampa in cui annunciò che mi avrebbe fatto esordire. Io mi stavo andando ad allenare, non mi prendeva il telefono: mi ritrovai inondato di post, tutti i miei amici che mi scrivevano”.
Il salto dalla Serie B alla Serie A non ha rappresentato un grosso problema per Raimondo. Uno che poco più di 12 mesi fa arrivava a Frosinone con un bagaglio di dubbi, ma che in Ciociaria ha finalmente capito come indirizzare le proprie potenzialità.
Del resto si parla di un centravanti completo. Piuttosto alto (un metro e 85 circa), ma anche rapido e perennemente in movimento. Oltre che capace di segnare un po' in tutti i modi: di rapina, con una prodezza mancina come quella di Firenze, di testa come contro il Venezia.
I suoi idoli? Altri due attaccanti che in Serie A hanno lasciato il segno qualche annetto fa: Edinson Cavani e Mauro Icardi. Da loro, dai loro movimenti, dal loro modo di interpretare il calcio, Raimondo ha deciso di voler imparare.
“Mauro in area aveva una cattiveria come pochi: su 10 palloni, 9 li metteva dentro. Cavani era un trascinatore: mi trasmetteva passione, carisma. Quando tornava indietro ad aiutare i compagni… l’essenza del calcio”.
Cavani e Icardi erano stranieri, Donyell Malen pure. Raimondo no: è italiano. Ed è giovane. Il che significa appena una cosa: il sogno di indossare la maglia della Nazionale è meno improponibile di quel che si pensi per uno che fino a qualche mese fa militava in B.
Antonio, del resto, l'azzurro lo indossa già: quello dell'Under 21. Silvio Baldini è tornato a convocarlo proprio all'inizio della scorsa stagione, dopo aver cominciato a comprenderne le potenzialità a Frosinone, anche se se n'è "dimenticato" nelle due amichevoli di giugno con l'Italia dei grandi, in Lussemburgo e Grecia.
"La Nazionale è qualcosa che tutti i ragazzi sognano - ci diceva poco prima di quelle due partite - se mi chiamerà mi farò trovare pronto. Mister Baldini è una persona vera. Ci racconta le sue esperienze passate, è uno che fa tutto di testa sua. Penso che sia una cosa fondamentale, che gli ha permesso di arrivare dove è arrivato”.
Baldini, alla fine, non è stato promosso ct della Nazionale maggiore come qualcuno aveva auspicato. Ma al suo posto è arrivato uno che i giovani li tiene in grandissima considerazione: Roberto Mancini. Vedi Gnonto, vedi Zaniolo, vedi Pafundi.
Il mirino è già puntato sulla Nations League e sulle quattro partite che la nuova/vecchia Ital-Mancini giocherà tra settembre e ottobre. Raimondo, dall'alto dei suoi quattro goal, naturalmente ci spera. E come fai a ignorare a prescindere il miglior marcatore italiano della Serie A?
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