I tifosi dell'Avellino hanno sognato James Rodriguez. Il calciatore colombiano è stato a un passo dal vestire la maglia biancoverde, prima di scegliere di tornare in patria, firmando con l'Atletico Nacional di Medellin. A Il Mattino, nell'edizione di Avellino, il direttore sportivo Mario Aiello ha raccontato i retroscena della trattativa sfumata.

"Tutto è iniziato a cavallo di Ferragosto. Cercavo un attaccante con le caratteristiche proprio di James Rodriguez. Un intermediario italiano, quasi per scherzo, mi ha proposto l'affare con poca convinzione. Quando si è accorto che ho sgranato gli occhi, si è dato subito da fare. Nel giro di poche ore ha contattato l'agenzia del calciatore e abbiamo messo le basi per intavolare il discorso. Poi ho lasciato quasi cadere perché, per esigenze tecniche scaturite dall'infortunio di Daniel Fila, sono stato costretto a ripiegare su un attaccante con caratteristiche diverse come Cheddira, che per noi è un top player".


"Negli ultimi giorni, poi, Rodriguez e il suo entourage hanno aperto al trasferimento, ma per noi non era facile decidere su due piedi e soprattutto conciliare un investimento economico con l'area tecnica e quella marketing che un giocatore così si porta dietro. Ho preso tempo e una settimana fa abbiamo fatto una videochiamata con i suoi agenti in Colombia".

"Mi sarebbe piaciuto agire ancora nel silenzio, ma quando tratti questi calciatori il rischio che la notizia esca c'è. Abbiamo provato per giorni a trovare la quadra, con un'offertta intorno al milione di euro. James, però, era attento alla competitività del campionato perché vuole rimanere in Nazionale e rilanciarsi. Fino a giovedì, dopo aver superato gli ostacoli dei diritti d'immagine, ho sognato a occhi aperti fino all'irruzione dell'Atletico Nacional.

"A quel punto non sarebbe servito alzare l'offerta. non ho rimpianti. Sotto l'aspetto della visibilità il risultato è stato sensazionale dal momento che del nostro club si è parlato per giorni su scala mondiale".