Da qualche mese è tornato a fare calcio, alla guida della Pro Sesto – società che attualmente disputa il campionato di Serie D – ma Walter Sabatini è un pezzo di storia recente e non del calcio italiano ed è una figura profondamente legata al nome di Luciano Spalletti, con cui ha condiviso momenti importanti della sua carriera di direttore sportivo tra Roma ed Inter. Dalle pagine di Tuttosport, il dirigente romano parla del momento che sta attraversando la Juventus.

“Le difficoltà iniziali della Juve dipendono dal fatto che hanno perso dei giocatori importanti e dal fatto che forse la squadra vada un pochettino rivisitata, reintegrata con massimo due giocatori, presumibilmente centrocampisti. Ma qui non serve andare oltre. Mi pare che il percorso della Juve sia del tutto normale. Le squadre di Spalletti decollano tutte, ma hanno bisogno di un rullaggio lungo in pista, ma mi sembra che la squadra si sia già staccata dalla pista ed è pronta a raggiungere la quota crociera e trovare il suo calcio profondo, creativo e produttivo”.

Walter Sabatini si sofferma poi sulla Roma di Gian Piero Gasperini, da molti indicata come la principale antagonista per lo Scudetto dell'Inter. Questo il suo pensiero a Tuttosport: “Mi pare che la Roma sia veramente una serenissima candidata a combattere fino in fondo per lo scudetto per come stanno giocando. C’è una coesione formidabile tra i giocatori e una condizione anche fisica inaspettata da parte di altri, tipo Dybala. Rodrigo Mora? Penso che Rodrigo sia un ragazzo certamente talentuoso, ma non ancora un talento, è un giocatore che ha un repertorio suo tecnico molto consistente. Però adesso deve misurarsi con un campionato molto difficile da un punto di vista tattico: lo controllano, lo curano, lo marcano. E si deve mettere in condizione di non farsi inghiottire dal campo”.

A detta di molti, oggi sono proprio i giallorossi a contendersi col Como di Cesc Fabregas la palma di squadra più spettacolare della Serie A: “La Roma di Gasperini in questo momento è una squadra fortissima perché c'è una coesione in campo e un'identità di vedute tra allenatore e squadra che produce un risultato eccezionale. Soprattutto quando c’è in campo Manu Koné, perché è un giocatore fondamentale per loro. È una barriera centrale che stoppa tutte le possibili ripartenze degli avversari e ripropone subito la Roma in attacco perché conquista molti palloni. Poi adesso vedo che ha cominciato a cercare la porta e a far gol, che era un limite che lui aveva, non cercava mai la porta.


Il Como è una squadra che gode di un movimento culturale che ha imposto Fabregas e sta facendo il successo di questa entità che è il Como, che gioca un calcio spettacolare, sfrontato e direi anche allegro, perché glielo permette la società. Glielo permette la società nel senso che è una società propositiva, che vuol fare e che intorno al Como costruisce anche tante altre cose. La Roma c'ha più urgenza del risultato”.

Infine, Walter Sabatini si concede pure un pensiero sull'Inter nella sua intervista a Tuttosport: “Di Chivu c'è moltissimo perché ha appena vinto uno scudetto. Adesso l'Inter ha qualche difficoltà contingente, la sta incontrando, ma si tratta di aggiustamenti che deve trovare con l'allenatore e li troveranno, perché la rosa dell'Inter è completa, competitiva e anzi è diciamo la rosa più profonda di Serie A. Devono solo aggiustare alcune cose da un punto di vista squisitamente tattico e lo faranno, perché è nel loro codice genetico. Chivu è un allenatore forte, fortissimo, perché non perde mai l'incipit intellettuale. È sempre molto sereno rispetto alla partita, rispetto ai problemi, li affronta e li risolve. Ormai si può considerare un grande allenatore”.