L'era Fabio Grosso alla Fiorentina è già finita. L'inizio disastroso, tre sconfitte nelle prime tre giornate di Serie A con 9 goal subiti e uno solo segnato, ha portato la società viola a far saltare la prima panchina del campionato.


Al posto di Grosso, Fabio Paratici ha richiamato Paolo Vanoli, l'artefice della salvezza conquistata in una stagione, quella passata, straordinariamente complicata con l'avvio horror sotto la guida di Stefano Pioli.


Torna dunque Vanoli, ma come cambierà la Fiorentina? Dal modulo ai titolari: le possibili novità.

Innanzitutto, solo pochi giorni fa (il 29 agosto), in un'intervista al Corriere dello Sport Vanoli aveva ammesso delusione per come si era conclusa la sua esperienza sulla panchina della Fiorentina: "Non mi chiedo mai perché succedano certe cose. Le decisioni spettano alla società. Forse quello che mi ha dato più fastidio, soprattutto dal punto di vista personale e umano, sono stati i tempi. Penso che certe cose si sapessero già prima e che si sarebbe potuto tranquillamente dire "grazie, arrivederci". Detto questo, credo che, per il lavoro fatto, sia stata anche una decisione difficile cambiare Vanoli".


Allo stesso tempo, aveva esaltato il lavoro di Paratici e il mercato fatto in estate dalla Viola: "Oggi, guardando il mercato che è stato fatto, penso che si possa costruire un sogno. Paratici ha praticamente azzerato quella squadra e ha scelto di ripartire in maniera diversa. Io ne sono orgoglioso, anche perché ho lasciato la Fiorentina in Serie A e ho dato al club la possibilità di costruire qualcosa di importante".

Capitolo modulo. Nella scorsa stagione, dal suo arrivo come sostituto di Pioli a novembre 2025, Vanoli aveva iniziato con il 3-5-2, andando poi a virare sul 4-3-3 utilizzato anche da Grosso in queste prime fasi di stagione.


La scorsa stagione, però, Vanoli si era ritrovato praticamente senza esterni di ruolo a disposizione per il 4-3-3 e ne aveva parlato pubblicamente poco dopo il suo arrivo a Firenze: "Questo gruppo non dispone di veri esterni e questo rende la situazione complicata: nel calcio moderno il loro ruolo è fondamentale".


Ora invece gli esterni ci sono eccome, con coppie già definite: Mastantuono e Gnonto a destra, Pedro Gonçalves e Njie a sinistra.

Dal modulo ai giocatori. Chi per primo dovrebbe beneficiare del ritorno di Vanoli è Nicolò Fagioli.


L'ex centrocampista della Juventus era stato tra i più valorizzati come regista nel 4-3-3 ed era uno dei migliori della Fiorentina in termini di rendimento. La scintilla con Grosso invece non è scattata e si sono fatte altre scelte.


Nella recente intervista al CorSport, Vanoli ha avuto parole al miele per Fagioli: "E' un giocatore talentuoso. Ho scoperto un ragazzo intelligente dal punto di vista calcistico e dotato di grande personalità tecnica. Tutti pensavano che non potesse fare il play, ma quando uno è intelligente e si mette a disposizione può ricoprire qualsiasi ruolo. Con me lo ha fatto veramente bene. In quel momento ha sentito anche la fiducia e, a volte, la fiducia ti permette di dare qualcosa in più".


Lecito dunque pensare che Fagioli sia ampiamente favorito su Oulai per il ruolo di play per dare equilibrio e qualità. E con lui potrebbe trovare un rilancio anche Ndour, che con Vanoli aveva mostrato una buona crescita e ora invece fatica.

Chi punta al rilancio è Luca Ranieri, che con Vanoli era stato un punto fermo (32 partite giocate su 38 in tutte le competizioni) nonostante gli fosse stata tolta la fascia di capitano.


La nuova coppia centrale composta da Dragusin e Viery non ha dato garanzie fino a questo momento, dunque Ranieri punta a ricavarsi più spazio e con lui anche Marin Pongracic.


Discorso applicabile anche a Dodô, rimasto a Firenze nonostante i tanti discorsi di mercato aperti. Vanoli è pronto a rilanciarlo come titolare sulla fascia destra di difesa a discapito di Joao Mario, mentre a sinistra il ballottaggio tra Jimenez e Valdepenas - entrambi in difficoltà in questo inizio di stagione - è aperto.

Tornando sugli esterni d'attacco, merita una menzione speciale Alieu Njie. A lanciare lo svedese in Serie A nel 2004 al Torino è stato proprio Vanoli e poche settimane era arrivato anche il primo goal in campionato, quello decisivo contro il Como. Vanoli è l'allenatore che ha utilizzato di più Njie e con ogni probabilità gli darà grande fiducia anche a Firenze.


Pedro Gonçalves è in ballottaggio con lui ma può giocare un po' ovunque tra centrocampo e attacco. A destra è più indietro nelle gerarchie Wilfried Gnonto, Franco Mastantuono invece come prototipo di giocatore è quello cercato da Vanoli (gioca a piede invertito) e dunque con ogni probabilità sarà un punto fermo.

Infine, il ruolo di centravanti: chi gioca tra Beto e Pellegrino?


L'argentino si è sbloccato contro il Torino, unico goal della Fiorentina in campionato nelle prime tre giornate, ma il portoghese sembra più funzionale al gioco di Vanoli, con caratteristiche più vicine a quelle di Kean. Il tecnico li studierà e li alternerà anche in base al tipo di partita da affrontare.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Dragusin, Ranieri, Jimenez; Ndour, Fagioli, Atta; Mastantuono, Beto, Njie.

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