Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante dell'Udinese e della Nazionale Antonio Di Natale ha parlato del tecnico dell'Under 21 Silvio Baldini, che ha portato gli Azzurrini alla qualificazione per gli Europei di categoria:
"Ai tempi dell’Empoli, Silvio Baldini andò da Fabrizio Corsi e gli disse: presidente, puntiamo sui nostri ragazzi, ci toglieremo delle soddisfazioni e torneremo presto in Serie A. Io, Maccarone, Tavano, Rocchi… Eravamo tutti ragazzi. Adesso può sembrare scontato, ma la verità è che all’epoca il club e Baldini hanno avuto coraggio: la prima stagione siamo arrivati quinti in Serie B, poi siamo stati promossi in Serie A e in quella successiva (2002-03) ci siamo salvati. Lo stesso coraggio di Silvio dovrebbero averlo anche i tecnici che allenano in Serie A adesso".
"Guardo tante partite e in giro vedo troppi stranieri di medio-basso livello che finiscono per togliere spazio e minuti ai ragazzi italiani. Poi non andiamo al Mondiale e ogni volta ci restiamo male… È ora di cambiare modo di pensare e avere più pazienza con i nostri giovani. Bisogna ispirarsi al gran lavoro che Baldini sta svolgendo con l’Under 21. I ragazzi sbocciano se trovano spazio per esprimersi e divertirsi. Fidatevi di me: a giocare a calcio con Silvio provi gioia".
"Servirà tempo, ma io sono convinto di una cosa: i Totti, i Del Piero e… soprattutto i Di Natale spunteranno soltanto se daremo più occasioni ai nostri giovani. Mi piace quello che sta facendo il Frosinone, guidato in Serie A da un ottimo tecnico come Alvini: fiducia a Palmisani in porta e a Raimondo in attacco. E non a caso adesso Palmisani viene accostato ai top club. Ma se non avesse fatto quelle parate in Serie A e al suo posto giocasse un portiere brasiliano di trent’anni, si parlerebbe di Juventus, Inter e club di Premier per Palmisani? Non tutti i casi sono uguali, però il concetto è quello. L’Inter ha dato fiducia a Pio Esposito lanciandolo in prima squadra dopo la Serie B a Spezia e i risultati si vedono: è il nuovo centravanti della Nazionale. Mi piacerebbe che il Milan, dopo Cisse, facesse lo stesso con Camarda".
"Geniale, sa di calcio e sa come prendere i giovani e come farli divertire, che è l’essenza del calcio. Non sono sorpreso dell’Under perché anche il nostro Empoli dell’epoca era molto giovane. Silvio è il Guardiola dei giovani per come valorizza i ragazzi. Una volta, prima di una partita col Modena, lo feci arrabbiare. Aveva ragione lui: durante la rifinitura ero svogliato e ciondolante. Mi riprese e io, consapevole di essere nel torto, gli dissi: “Mister, hai ragione. Però non ti preoccupare: domani segno”. Alla fine vinciamo con un mio gol. Ricordo anche la piscina di Baldini. Nei primi quindici giorni di ritiro con l’Empoli, alla mattina andavamo sempre in piscina. Adesso magari è la normalità, di sicuro all’inizio degli anni Duemila non lo era".
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