Un mese fuori, almeno. Questo il responso dopo l’infortunio in allenamento di Mile Svilar, portiere della Roma che, a partire dalla sfida con il Como e da quella con il Real Madrid, lascia la squadra di Gasperini nelle mani di Gollini, il suo secondo.
"Non ci voleva proprio adesso. Sono già concentrato sul recupero e determinato a tornare più forte di prima! Nel frattempo, forza Roma sempre! Fiducia nel processo", ha scritto Mile Svilar su Instagram dopo l'infortunio. In un video diffuso dal Corriere dello Sport si vede l'esatto momento in cui l’ex Benfica si fa male, tuffandosi sulla sua sinistra. Subito il belga sente dolore, si porta la mano sul piede e capisce che c’è qualcosa che non va.
In conferenza stampa Gasperini sul tema ha detto: "Purtroppo lo abbiamo perso per alcune settimane. Ha avuto una frattura da stress in seguito a una spinta, neanche molto eccessiva, in allenamento. Ha avuto un problema sul quinto dito, nella parte inferiore. Una frattura non scomposta, ma che richiederà almeno un mese di guarigione, stanno ragionando se mettere una vite. Questo porterà i tempi del rientro possibilmente a dopo la sosta. Una brutta tegola, prepareremo Gollini, avrà il modo di ritornare a essere un portiere importante, come lo è stato per un certo periodo".
Il filmato postato dal Corsport, in cui si vede Svilar, che in una caduta apparentemente banale, si rompe il dito del piede, è diventato ben presto virale. Il quotidiano romano ha sentito il dottor Alessandro Piperno, specialista in ortopedia e traumatologia, specializzato in microchirurgia robotica, che ha spiegato cosa ha patito il portiere e quando tornerà.
“Le fratture o microfratture da stress sono condizioni che colpiscono l’osso e sono dovute a un’ipersollecitazione dell’osso o di un’articolazione. Il vantaggio di una frattura non scomposta è che il conservato allineamento dei segmenti favorisce una guarigione più rapida rispetto alle fratture scomposte”.
“Inserire una vite? La possibilità di eseguire un’osteosintesi, ossia posizionare una vite che unisca e metta in compressione le porzioni di osso coinvolte nella microfrattura da stress, è una possibile e valida alternativa che potenzialmente può accelerare i tempi di recupero. L’intervento in questione è mini-invasivo, pertanto prevede un accesso chirurgico di pochi millimetri e un tempo di guarigione della ferita chirurgica di pochi giorni”.
Su quando e come tornerà Svilar, ha aggiunto: “Queste condizioni tendono, se trattate in maniera corretta, a regredire completamente e a non lasciare alcuno strascico riguardo alla performance atletica dell’atleta. I tempi di guarigione sono di per sé variabili, sia sulla base dell’attività biologica del soggetto colpito, sia per il trattamento che si deciderà di seguire”.
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