Dopo la parentesi esaltante col Portogallo, con cui ha trovato 3 gol in 4 partite, ieri contro il Sassuolo si sono riviste tutte le difficoltà avute fino ad ora da Gonçalo Ramos con la maglia del Milan. L'ex Psg non trova la via della rete dalla seconda giornata contro il Venezia: quaranta giorni e 450 minuti senza una gioia. La consueta prestazione generosa, con oltre 10 km percorsi, è servita a poco: il Diavolo non può pescindere dai goal del suo nunero nove.
Puntare il dito contro Ramos oggi è l'esercizio più facile ma anche quello, dati alla mano, più lontano da quello che raccontano le prove offerte dal Milan in questo avvio di stagione.
In 90 minuti più recupero giocati al Mapei Stadium Ramos ha avuto fondamentalmente solo due occasioni nel giro di un minuto, entrambe a fine primo tempo: la prima è tiro di mancino respinto da Muric dopo un'ottima azione personale, la seconda è il colpo di testa ravvicinato respinto ancora da Muric. Nella seconda occasione l'ex Psg poteva fare oggettivamente meglio.
Se da un lato Ramos deve alzare il livello delle performances dall'altro la squsdra deve servirlo di più e meglio. Ieri il nazionale portoghese si è visto poco anche nel gioco: come sempre si è mosso molto, ma è stato trovato in rarissime occasioni.
In 90 minuti infatti ha toccato solamente 34 palloni, fatto 14 passaggi ai compagni e tentato 4 dribbling, senza però completarne nessuno.
La decisione presa da Amorim e Cardinale di cedere Nkunku solo in prestito ( e con il 60% dell'ingaggio a proprio carico) al Lipsia è stata, probabilmente, sbagliata. Il Milan ha poche frecce davvero offensive nella propria faretra: Loftus-Cheek non offre garanzie, Hutchinson ha fatto vedere poco fino ad oggi. Tolto Pulisic, i trequartisti del Milan hanno pochi goal nei piedi. Cissè è una risorsa importante ma che deve essere portata alla migliore condizione fisica e con una gestione equilibrata considerando la giovane età. Sorprende certamente lo scarso utilizzo di Camarda che anche ieri è rimasto in panchina per tutti i 94 minuti di gara.
Le responsabilità di Amorim sono evidenti ma allo stesso tempo vanno analizzate e contestualizzate: il problema del numero 9 del Milan è atavico. il tecnico portoghese è stato uno dei protagonista principale nella costruzione della rosa e nella scelta di confermare alcuni giocatori e ora deve sicuramente trovare delle soluzioni, sia tattiche che a livello di gioco, per mettere Ramos nelle condizioni di fare goal. Tanti goal considerando anche il peso della aspettative che accompagneranno Goncalo per tutto il corso della stagione.
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