Stefano Pioli si è concesso un pomeriggio di svago e di studio in quel del Mapei Stadium, teatro più di quattro anni fa dell'ultimo trionfo del Milan sul campo del Sassuolo. Una partita simbolica perché sancì la conquista dello Scudetto numero 19 della storia rossonera, proprio sotto la guida del tecnico emiliano. Che, dopo aver assistito alla sfida tra la sua ex squadra ed il Sassuolo, sarà uscito dallo stadio con un'altra certezza: che dal suo addio nel maggio 2024 nessun altro allenatore è riuscito a fare meglio in termini di punti raccolti.

Missione non riuscita al tandem Fonseca-Conceiçao nella stagione 2024/2025, così come ad Allegri in quella passata. Quella attualmente in corso, che ha in Amorim la nuova guida tecnica, è ancora lunga ma un dato, estrapolato dalle prime sei giornate di campionato, racconta meglio di tante altre cose che il Milan ha assunto almeno da un paio di anni una pericolosa tendenza. Sono 12 i punti raccolti da Modric e compagni (3 vittorie ed altrettanti pareggi) in questo primo scorcio di Serie A; un anno fa di questi tempi, Allegri ne otteneva uno in più, mentre Fonseca nell'autunno 2024 non andava oltre gli 11 punti. Gli stessi, pur considerando che si trattava di un subentro a stagione in corso, portati a casa da Conceiçao nelle prime sei panchina da allenatore milanista in seguito all'esonero di Fonseca.

E così i 16, 16, 14 e 15 punti raccolti con Pioli alla guida del Milan negli avvii dei suoi quattro campionati iniziati da principio – nella stagione 2019/2020 prese il posto di Giampaolo (appena 6 punti) dopo sole 7 giornate – rimangono una sequenza mai eguagliata. Nelle ultime tre edizioni della Serie A si è assistito così ad un'inversione di tendenza molto preoccupante, perché può cambiare il nome del tecnico responsabile della prima squadra ma il risultato rimane lo stesso. Attestando il Milan in una posizione di classifica ovviamente complicata da valutare in modo definitivo oggi ma che, memori delle esperienze precedenti, lo attesta in una posizione tale da inserirlo nella lotta per i piazzamenti europei ma non di più. Per ora.

L'Inter campione in carica e che ha vinto 5 partite e ne pareggiata appena una ha già un distacco di 4 punti. Nulla di irrimediabile sulla carta, ma se per la terza stagione consecutiva i rossoneri non riescono ad andare oltre un certo limite, la spiegazione è racchiusa probabilmente in un livello complessivo del suo organico che quello è e quello rimane. Prendendo in esame proprio le ultime tre annate, investimenti in entrata per 139, 170 e 165 milioni di euro non hanno prodotto un miglioramento, bensì un appiattimento del rendimento della squadra.