Matteo Liberali è sparito dai radar del Como nelle ultime settimane. L’ultima presenza in campo del talento classe 2007, prelevato a metà luglio dal Catanzaro per una spesa complessiva di 6 milioni, risale infatti al 4 settembre (pochi minuti nel match vinto al Ferraris contro il Genoa). Poi, nei tre successivi incontri disputati contro Parma, Frosinone e Roma il 19enne è rimasto in panchina, senza essere utilizzato da Cesc Fabregas il quale ha preferito puntare su altri elementi del reparto offensivo. Nessun allarme e preoccupazioni di sorta, però. Le tre esclusioni di fila sono ritenute fisiologiche dall’ambiente lariano, alla luce di quanto sia complesso riuscire ad inserirsi nel sistema di gioco del tecnico spagnolo.

Non solo. La gestione del trequartista ad opera dell’allenatore, infatti, ha molte similitudini con quella che ha riguardato Martin Baturina nella prima parte della scorsa stagione. Il 23enne era giunto in riva al lago a giugno 2025, a fronte di un investimento di 25 milioni di cui 18 di base fissa e 7 di bonus. Nonostante la cifra spesa per strapparlo alla Dinamo Zagabria e l’esperienza maturata in Champions League con la maglia della società croata, il classe 2003 inizialmente aveva fatto fatica a trovare spazio totalizzando appena 10 presenze fino al 6 gennaio. Poi, quattro giorni dopo, ecco la svolta tanto attesa: finta improvvisa per mandare a vuoto la marcatura dei difensori e destro a giro fulminante contro il Bologna. Una rete di rara bellezza giunta nei minuti finali della partita, determinante sia per evitare la sconfitta che per sbloccare la crescita dello stesso Baturina, divenuto, in seguito, sempre più centrale nel piano tattico di Fabregas nonché uno dei principali top player della Serie A.

Baturina ci ha messo 5 mesi per memorizzare le richieste del proprio allenatore e capire come rispettarne i dettami tattici. Il tempo è quindi dalla parte di Liberali, peraltro più giovane del compagno e con alle spalle soltanto una stagione in Serie B. L’ex Milan davanti a sé ha giocatori abituati a competere ad alto livello e potrà sfruttare questo periodo per assimilare al meglio i consigli del proprio allenatore, sfruttando al massimo il minutaggio che gli verrà concesso. Nella precedente annata, a dire il vero, anche Nicolas Khun era rimasto a lungo fuori dalle rotazioni di Fabregas senza riuscire però, a differenza di Baturina, ad imporsi. Il 26enne tedesco, in estate, ha accettato il trasferimento al Borussia Mönchengladbach creando così lo spazio in rosa necessario per acquistare Liberali.

Il rapporto tra il giocatore e l’ambiente lariano, in ogni caso, è ottimo e a confermarlo è stato di recente Fabregas, durante il Festival dello Sport svoltosi a Trento. “Gli ho detto chiaro che non lo prendevamo perché italiano ma per come gioca, per la sua personalità, il suo carattere, per la sua capacità di giocare anche in situazioni non favorevoli”. Parole al miele, a testimonianza di quanto Fabregas straveda per le qualità di Liberali. Tempo al tempo. Il talento non manca. Serve solo un periodo di apprendistato.