Youssouf Fofana e Cristopher Nkunku hanno lasciato il Milan in prestito, dopo essere finiti fuori rosa e ai margini del progetto tecnico di Ruben Amorim.
Il centrocampista, nei secondi finali del mercato, è passato in prestito secco al Siviglia, mentre l'attaccante francese ex Chelsea è tornato al Lipsia in prestito con diritto di riscatto.
Ci sono, però, alcuni retroscena da raccontare sui due affari.
"Milan? E' una scelta da rispettare, ma neanche io ho capito perché si sono comportati così. Sono rimasto sorpreso. In ogni caso, gli auguro una buona stagione". Queste sono state le parole di Nkunku che non ha compreso realmente il motivo della cessione.
Sostanzialmente, come fa sapere anche Fabrizio Romano sul suo canale YouTube in italiano, il francese non si aspettava che il club rossonero lo mettesse alla porta e aprisse in modo così netto all'addio. Anzi, Nkunku si augurava di avere una seconda possibilità dopo un'unica annata in quel del capoluogo lombardo.
Infatti, l'ex Chelsea credeva di poter essere una buona opzione, un giocatore duttile che facesse al caso al nuovo sistema di gioco di Amorim sia come vice di Goncalo Ramos (in alternativa a Camarda) nella posizione di 9 che come trequartista/sottopunta alle spalle del centravanti.
Nkunku credeva di essere al posto gusto al momento giusto, ma il Milan ha fatto altre scelte in totale condivisione tra dirigenza e allenatore e così si è arrivati all'addio in prestito al Lipsia.
Diverso il discorso su Fofana che ha compreso, sin da subito, che al Milan non ci sarebbe stato margine per andare avanti insieme. Il club rossonero, dopo l'operazione saltata con il Lione, si è accordato con il Siviglia, con la società andalusa che nel finale di mercato si è aggiudicato il giocatore in prestito secco (senza inserire alcuna opzione per l'acquisizione futura del cartellino), pagando solamente l'8% del suo stipendio.
Dal 1° luglio 2027, Fofana tornerà a essere un giocatore del Milan, ma, in ogni caso, ha preferito accettare tali condizioni piuttosto che ritrovarsi all'interno dell'organico del tecnico portoghese un calciatore considerato un esubero che - a differenza di Tomori - non sarebbe stato reintegrato.
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