L'accoglienza per il Portogallo al ritorno a casa è stata tutt'altro che regale: non sono mancati momenti di tensione.


A scatenarla il caso che si è preso le prime pagine nelle ultime 48 ore, ovvero la brusca e clamorosa rottura tra il commissario tecnico Jorge Jesus e Cristiano Ronaldo, che ha lasciato la squadra nel pieno degli impegni in UEFA Nations League.


Il Portogallo è atterrato a Porto per preparare la prossima gara contro la Norvegia all'Estádio do Dragão, ma proprio all'atterraggio ci sono stati momenti di tensione che hanno portato all'intervento della polizia.

La nazionale portoghese è atterrata all'aeroporto Francisco Sá Carneiro di Porto e mentre la squadra lasciava il terminal per salire sull'autobus, riporta A Bola, un tifoso ha rivolto una raffica di insulti e dure critiche a Jorge Jesus, un momento ripreso anche in video.


"Non vali niente, JJ! Sei una vergogna! Hai un ego grande come la Torre Eiffel! Non vali nemmeno l'unghia di CR7, la più piccola del suo piede! Non vali niente! Il più grande atleta portoghese di tutti i tempi! Sei una vergogna! Datti una calmata! Fai un'altra conferenza stampa, dicendo che sei il migliore!", gli insulti rivolti al commissario tecnico.


Non è stato però l'unico episodio, perché nella stessa area arrivi un altro tifoso ha espresso il suo malcontento nei confronti di Cristiano Ronaldo, dando vita a un acceso confronto con accuse reciproche tra la folla in attesa della nazionale.

Di fronte alla tensione crescente, gli agenti di polizia presenti sul posto sono stati costretti a intervenire immediatamente per separare i coinvolti, calmare gli animi e garantire la sicurezza degli autobus con giocatori, Jorge Jesus e staff.

Non violenta ma di impatto un altro tipo di protesta, ovvero l'affissione di un cartellone a Lisbona a sostegno di Cristiano Ronaldo e contro il commissario tecnico Jorge Jesus.


Fernando Maia, autore del poster, ha spiegato a Radio Observador di agire a titolo personale e di non conoscere l'attaccante portoghese. Ma non solo, ha garantito che avrebbe affisso lo stesso messaggio anche vicino all'Estádio do Dragão, sede della prossima partita del Portogallo:


"Sto affiggendo questi manifesti a mio nome, non hanno nulla a che fare con nessuna azienda, sono io che pago per i manifesti. Il manifesto non ha lo scopo di incitare nessuno, non intende creare ulteriori polemiche. L'unica cosa che potrebbe eventualmente essere discutibile è una frase, detta da un ego smisurato. Il marchio Cristiano Ronaldo è di gran lunga superiore a tutto ciò che è accaduto finora, pur non superiore al Portogallo e alla Nazionale. Voglio chiarire un altro punto. Non conosco Ronaldo, non conosco nessuno del suo staff, conosco solo me stesso, e provo gratitudine, e non disprezzo le persone che sono state e sono utili al Portogallo. Ne affiggerò altri? Sì, probabilmente, forse senza quella frase [ego gonfiato], perché la frase è davvero eccessiva, non è irrispettosa, ma è eccessiva. Ma ne metterò un altro vicino allo stadio Dragão, lo farò. E se ci sarà una multa, sono qui per risponderne. Se mi fermano, non lo metterò, se c'è la Polizia Municipale e non me lo permette, non lo metterò, rispetto la legge".

Non doveva finire così tra il Portogallo e Ronaldo. E forse non finirà così, almeno nelle intenzioni della Federazione calcistica che si muove per provare a riappacificarsi con Cristiano.


Come riportato da Marca, la Federazione ha già programmato per la prossima settimana un incontro con CR7, con l'obiettivo di ricucire lo strappo ed evitare un finale così brusco e triste.


Con questo incontro, la Federazione portoghese vuole riavvicinare le parti in causa, compresi Cristiano Ronaldo e Jorge Jesus.

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