Confermato De Rossi sulla panchina del Genoa - nonostante alcune voci su un possibile esonero il club ha sempre avuto la massima fiducia nell'allenatore - nella vittoria contro la Fiorentina è arrivata la prima vittoria dei rossoblù in campionato; tre punti importanti, che danno morale e una spinta di positività a una squadra che con questo successo esce fuori dalla zona retrocessione. Qualcosa però è cambiato, a livello dirigenziale: il Genoa ha salutato Diego Lopez separandosi così dal responsabile dell'area tecnica, al suo posto sono arrivati François Modesto nel ruolo di Chief of Football e Stefano Melissano in qualità di direttore sportivo.

Quest'ultimo ha un passato tra Lecce, Fiorentina e in particolare allo Spezia, dove dopo aver fatto il capo degli osservatori ha rivestito la carica di ds proprio come sarà al Genoa (nelle prime due esperienze ha lavorato tra area tecnica e scouting affiancando altre figure). Melissano è il dirigente che prima di tutti ha creduto nelle qualità e nella crescita di tre giocatori in particolare, due dei quali ora sono protagonisti in Serie A: si tratta di Pio Esposito e Alessandro Romano, oggi rispettivamente attaccante dell'Inter e centrocampista del Cagliari ma passati entrambi dallo Spezia con la supervisione dell'ex ds.


Dopo una prima stagione in Serie B chiusa con appena tre reti, il dirigente dello Spezia era convinto che in Esposito ci fosse qualcosa da coltivare, una potenzialità non ancora espressa e per questo valeva la pena riprenderlo anche l'anno dopo. Risultato? Nel 2024-25 ha fatto quasi 20 goal in bianconero, ultima stagione prima di tornare all'Inter. Per Romano lo Spezia è stato un trampolino di lancio: arrivato in prestito secco dalla Roma, dopo una stagione da protagonista ha avuto diverse richieste sul mercato - lo voleva anche il Frosinone di Alvini - e alla fine ha deciso di accettare il progetto del Cagliari. Il terzo nome è quello di Christian Comotto, che dopo l'anno in B in prestito allo Spezia è rientrato al Milan e ora può trovare spazio con Amorim.