Sembra lontana la notte di Bolzano che ha consegnato l'amara retrocessione in Serie C nelle mani del Bari. Quel doppio pareggio per 0-0 contro il Sudtirol, complice un campionato di cadetteria terminato al quartultimo posto, è stato decisivo per la discesa della formazione pugliese.
Destini così lontani e differenti fra queste due formazioni con una che sta sorprendendo in Serie B - stazionando ai vertici della graduatoria - e l'altra che ha ripreso la marcia in terza serie, ponendosi l'obiettivo di risalire immediatamente in uno dei Gironi C più difficili e complessi (per la quantità di squadre di qualità presenti) delle ultime stagioni.
Il traguardo del Bari è tornato a essere la Serie B, ma l'orizzonte vede - tuttavia - due scenari completamente diversi, vista la situazione extra-campo che sta coinvolgendo la famiglia De Laurentiis, proprietaria dei Galletti.
Ma andiamo a vedere come sta andando il Bari in tutte le sue sfaccettature.
Partiamo da ciò che sta succedendo nei rettangoli verdi di gioco di tutto il Sud Italia.
Il Bari, inserito come detto nel Girone C di Serie C, parte con due vittorie importanti (contro Casarano e Picerno) nella Coppa Italia Serie C e completa l'opera in campionato con un bilancio di quattro successi, un pareggio e un solo ko per un secondo posto in classifica - a pari merito con il Potenza - a -2 dalla sorpresa Sorrento capolista.
La partenza dei Galletti è positiva con un 3-0 casalingo con la Cavese, prima della sonora sconfitta rimediata nel derby contro il Barletta. Ko che viene immediatamente dimenticato dalla società barese grazie ai successi su Casarano e Altamura, al pareggio col Potenza a reti bianche e all'importante vittoria contro il Sorrento che ha permesso ai pugliesi di accorciare in classifica sulla capolista.
Un avvio importante, in piena zona playoff e a ridosso della promozione diretta con la vittoria del Girone per la miglior difesa di tutto il Girone C (assieme al Monopoli).
I sette punti nelle ultime tre giornate di campionato pongono un buon punto di partenza: la continuità è e sarà fondamentale per il Bari in questa stagione per scalare le gerarchie della graduatoria e provare a vincere il Girone C per risalire subito in Serie B. La squadra guidata da Massimo Rastelli è ora attesa da alcune gare molto significative contro Cosenza, Salernitana, Giugliano e Crotone per testare le sue ambizioni e comprendere dove questa asticella potrà essere posta in questa annata sportiva.
Match complessi dove però il Bari potrà contare su suoi migliori giocatori per rendimento in questo avvio di stagione (come Karlo Butic autore di tre reti, come Giulio Maggiore imprescindibile in mediana e come Valerio Mantovani che è diventato uno dei totem difensivi e che ha già trovato la via del goal in due occasioni), ma anche sui nuovi acquisti arrivati dal mercato degli svincolati, ovvero Nicolas che ha rafforzato il pacchetto degli estremi difensori e Matteo Anzolin che ha fornito una soluzione in più a Rastelli sulla corsia mancina della retroguardia.
Ma oltre ai test di campionato, ci sarà una battaglia da affrontare anche al di fuori degli stadi del Sud Italia.
Infatti, com'era stato riportato negli scorsi giorni anche dai colleghi de La Gazzetta del Mezzogiorno, il procedimento che coinvolge il Bari e la proprietà della famiglia De Laurentiis sta entrando nella sua fase decisiva e il prossimo 1° ottobre ci sarà la discussione in merito alla richiesta di liquidazione giudiziale che è stata presentata dalla Procura.
C'è grande attesa per la strategia che verrà intrapresa dalla Filmauro e da Aurelio e Luigi De Laurentiis, mentre la Procura vuole continuare a dimostrare l'esistenza di tutti i presupposti per l'istanza di liquidazione giudiziale per l'ipotesi di bancarotta fraudolenta (nel contesto penale) e di insolvenza (nel procedimento civile) contestata ai De Laurentiis.
La difesa del Bari ha già depositato tutta la documentazione atta a sostenere come i conti della società siano perfettamente in ordine, specialmente dopo il bilancio approvato allo scorso 30 giugno.
Tra gli atti che vengono contestati alla società c'è la cessione di Elia Caprile, venduto al Napoli per 2,2 milioni di euro, una cifra che l'accusa ritiene 'non congruamente remunerativa rispetto al valore effettivo dell'asset': tale situazione è stata già contestata dalla difesa che la ritiene 'la seconda operazione più rilevante dell'intera storia contabile della società'. Fra le altre imprecisioni evidenziate c'è anche la data di nascita, poiché nel documento Caprile viene indicato come nato il 10 gennaio 1997, mentre è nato il 25 agosto 2001.
Tra valutazione dei parametri che differiscono, visioni diverse e ricostruzioni diametralmente opposte fra l'accusa e la difesa (che sostiene l'assenza di un 'sistematico trasferimento di valore nelle operazioni condotte con il Napoli), la battaglia legale sta per aprirsi su questi versanti, con la famiglia De Laurentiis e tutto il mondo calcistico di Bari che rimangono col fiato sospeso in attesa delle decisioni.
Tutte situazioni e contesti con il quale Bari sta avendo a che fare: tra campi e tribunali, i nodi sul futuro si scioglieranno nelle rispettive sedi, ma il Bari è chiamato a disputare la sua miglior stagione possibile per conquistarsi la Serie B, in attesa di ciò che avverrà extra-campo.
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