Le partite si vincono e si perdono a centrocampo: un luogo comune, che spesso si dimostra veritiero.
In questo senso il grande assente di Roma-Inter è Hakan Calhanoglu, decisivo nell'ultimo precedente vinto 5-2 a San Siro dai nerazzurri, che in pratica trovarono lo Scudetto dentro all'uovo in quella domenica di Pasqua lo scorso 5 aprile grazie a un suo gran bel tiro dalla lunga distanza nei minuti di recupero del primo tempo.
Senza il turco fermato da un risentimento muscolare all'adduttore della coscia destra, Cristian Chivu affida le chiavi della cabina di regia a Piotr Zielinski, affiancato da Nicolò Barella e da Curtis Jones (in ballottaggio con Petar Sucic).
Almeno sulla carta i campioni d'Italia possono contare su una superiorità numerica in mezzo al campo, dove Gian Piero Gasperini schiera Bryan Cristante e Manu Koné.
Quest'ultimo è il sogno proibito di Chivu, che lo avrebbe portato molto volentieri a Milano prima nel mercato estivo del 2025 e poi quest'anno. Ma il desiderio dell'allenatore romeno deve fare i conti con l'ambizione dei Friedkin, sempre più determinati a costruire una squadra vincente. Il terzo posto in classifica e la conseguente qualificazione in Champions League non fanno altro che alimentare la voglia di arrivare ancora più in alto, con l'obiettivo di riportare il tricolore nella Capitale oltre un quarto di secolo dopo il trionfo dell'ormai lontano 2001.
Ma perché Chivu voleva (e vorrebbe ancora) Manu Koné all'Inter?
Innanzitutto perché si tratta di un calciatore che eccelle nella forza fisica: proprio la caratteristica mancante nel centrocampo dei nerazzurri.
Inoltre il nazionale francese classe 2001 consentirebbe di adottare (dall'inizio o a gara in corso) un sistema di gioco alternativo al collaudato 3-5-2 coniato da Antonio Conte, perfezionato da Simone Inzaghi e rinnovato da Cristian Chivu: come ad esempio il 3-4-2-1 della Roma di Gasperini, ma anche il 3-4-3 o il 4-2-3-1.
Questo perché Koné copre molto campo, così è in grado di giocare in un centrocampo con due mediani. Senza dimenticare il lavoro di filtro davanti alla difesa: se la Roma vanta la miglior difesa del campionato con un solo goal subito nelle prime 4 giornate di Serie A, mentre l'Inter ha già preso 6 reti, il merito è anche suo. Così come, se nello scontro diretto di oggi allo Stadio Olimpico non si noterà la superiorità numerica dei nerazzurri in mezzo al campo, sarà anche grazie a Manu Koné.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Balerdi, Hermoso; Lulli, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Soulé; Malen. All. Gasperini.
INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Zielinski, Jones, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Chivu.
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