La brutta sconfitta contro il Benfica, sia nel risultato che per la prestazione offerta, ha aperto il dibattito sulla gestione di Ruben Amorim. I talent di Sky Sport Fabio Capello e Paolo Di Canio hanno evidenziato diversi interrogativi: dal perché il Milan approccia male alle partite regalando un tempo agli avversari al perché nessun giocatore attacca mai la profondità, passando per la condizione fisica della squadra e una difesa ancora da registrare. Amorim ha stupito tutti accettando tutte le critiche con grande spirito critico salvo poi affrontarle andando a giustificare i propri errori.
Ruben Amorim, al contrario di quanto dichiarato anche prima della partita doveva aveva ammesso di considerare anche il fallimento ma solo portando avanti fino alla fine la propria idea, dopo il netto successo del Benfica ha pubblicamente aperto a un grande cambiamento anche di mentalità. Il portoghese sta valutando la prospettiva di adattarsi ai giocatori, anche se questi ultimi non sono proprio interamente adatti alla sua filosofia calcistica: "Io cambio di continuo. Quella è la mia sensazione. A volte devo cominciare con una base. Abbiamo due mesi di lavoro. Abbiamo perso oggi, però sicuramente troveremo delle soluzioni per cercare di adattarci in certe partite, perché dobbiamo creare un'idea. Sto ancora lavorando".
"È un allenatore intelligente. Bisogna fare così. Un detto che mi piace recita: bisogna fare il vino con l'uva che si ha" ha sentenziato subito Capello. La prima mossa per correre ai ripari è chiara: Amorim, da sempre contrario a schierare un undici di base, cercherà di limitare il turnover e gli esperimenti nelle prossime partite come quelli fatti con Loftus-Cheek, Estupinan e Terracciano che, per motivi diversi, non sono in grado di dare valore aggiunto a questa squadra. L'idea sarebbe quella di trovare una spina dorsale formata da 5/6 elementi che possano regalare garanzie tattiche e leadership alla squadra sopratutto nei momenti di smarrimento.
Un'altra prospettiva che verrà presa in esame è quella legata a qualche modifica rispetto a un modulo, il 3-4-2-1 che richiede giocatori con delle caratteristiche precise. I principali cambiamenti dovrebbero toccare il centrocampo e la trequarti dove il solo Pulisic sa lavorare sia nei mezzi spazi che nell'attacco della profondità. Il primo accorgimento potrebbe avere vita nella ricerca di maggiore ampiezza con Moreira da una parte e Saelemaekers e Pulisic appunto vicini a Ramos ma partendo più larghi rispetto alla disposizione attuale. La sosta arriverà nel momento giusto, Amorim avrà tre settimane di tempo per valutare con il proprio staff quale strada intraprendere per valorizzare la squadra e fare più punti possibili fino alla finestra di mercato invernale dove Cardinale ha intenzione di intervenire per completare l'opera iniziata la scorsa estate.
Commenti