Dal palco del Festival dello Sport di Trento l'ex-centrocampista di Roma, Juventus e nazionale bosniaca, Miralem Pjanic, ha raccontato anche alcuni curiosi retroscena sulla sua carriera e in particolare sulla sua esperienza in bianconero.
Simpatico quello su Cristiano Ronaldo e le punizioni, una specialità del bosniaco, per cui Allegri doveva usare un particolare stratagemma pur di fargliele calciare.
"Mi dispiace non aver vinto nulla con la Roma, avevamo di fronte una Juve incredibile. Poi, sono passato in bianconero e devo dire che eravamo fortissimi.
Allegri mi ha cambiato, gli devo tanto. Certo, la ferita di Cardiff resta aperta. A volte ho ancora gli incubi per il mio tiro parato da Keylor Navas in finale. Dispiace, il 4-1 non riflette la partita, non doveva finire così. Il 3-1 ci ha fatto male, ma è un grande dispiacere perché ci credevamo. Non avevo paura di affrontarli, ci sentivamo forti noi e sicuri di potercela giocare.
Non era però la Juve più forte. Due anni dopo avevamo però una rosa incredibile. Avevamo due squadre che potevano entrambe vincere lo scudetto"
In carriera ho giocato con tantissimi fenomeni, Messi e CR7 su tutti. Chi scelgo tra i due marziani? Dico Leo. La sua classe è una cosa che non si può spiegare. È un uomo con un dono di Dio. Rendeva facili le cose difficili, impressionante. Cristiano pure è speciale eh… con lui si partiva sempre 1-0. È ossessionato dal gol. Ha una forza mentale che andrebbe insegnata nelle scuole, la sua storia è un’ode a non mollare mai e a volere sempre di più"
"Con Ronaldo però era davvero difficile calciare le punizioni… quando si fissava non c’era verso. Dovevi farlo uscire dal campo per poter tirare… Allegri aveva uno stratagemma. Quando conquistava lui un fallo mandava subito in campo i fisioterapisti, così lui era costretto a uscire e potevo batterla io. Ricordo che accadde in una partita contro il Napoli, calciai io e feci goal, quindi grazie Max!"
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