Tutti pazzi per il Como di Nico Paz, ma non solo: anche e soprattutto di Cesc Fabregas.
L'allenatore spagnolo è il vero protagonista della squadra, già da tempo applaudita in Italia e ora scoperta anche dal resto dell'Europa grazie allo scoppiettante debutto da sogno in Champions League contro il Lipsia, battuto 4-1 e uscito con le ossa rotte dalla trasferta sul lago.
La Stampa racconta il legame del club con l'agenzia di scouting Jamestown Analytcs di Bloom, ma la differenza nell'utilizzo dei big data la fa proprio Fabregas: alla fine sceglie tutti lui e deciderà anche il suo erede in panchina.
Il Corriere della Sera conferma che è il "mago" spagnolo (definito "il Cruyff del Como" dal presidente Mirwan Suwarso) a scegliere i calciatori da prendere sul mercato. Oltre ad allenare, Fabregas è pure azionista della società.
La Gazzetta dello Sport si concentra sull'aspetto finanziario. Dal 2023 sono stati spesi circa 406 milioni di euro sul mercato: investimenti che portano a una crescita rilevante dei costi a bilancio, saliti nello stesso arco temporale da 30 a 140 milioni di euro in questa stagione.
Dal 2020 il Como ha registrato perdite per 217 milioni di euro aggregati, con un rosso record di 132 milioni nel solo bilancio chiuso al 30 giugno 2025: numeri che non dovrebbero essere troppo lontani dal risultato del 2025/26, in cui si attende una perdita intorno ai 100 milioni.
Così nel corso delle ultime stagioni la proprietà dei fratelli Hartono ha dovuto mettere di tasca propria 390 milioni di euro.
Per quanto riguarda il Fair Play Finanziario Uefa, probabilmente ci sarà un settlement agreement da firmare ad aprile/maggio 2027.
La Gazzetta dello Sport ha intervistato l'attaccante greco del Como, Tasos Douvikas, che parla così di Cesc Fabregas: "Non ha cambiato il modo di preparare la partita, e questo credo sia una cosa molto importante che ci tiene sul pezzo. Come sempre ci ha chiesto coraggio, attenzione e la personalità di giocare come sappiamo. Vuole che siamo aggressivi, che giochiamo con intelligenza, e soprattutto che giochiamo con la palla, che imponiamo il nostro gioco, che deve essere la cosa più importante".
A La Gazzetta dello Sport dice la sua pure Fabio Capello: "C'è ancora da lavorare e non lo dico solo io, l'ha detto anche Fabregas. Io al Como chiedo molto perché credo molto in questa squadra, in Fabregas e nei giocatori. Ma voglio vedere il Como giocare più veloce, come l'anno scorso. Un risultato così rotondo come il 4-1 al Lipsia dice che è una squadra che ha una personalità da Champions League, ci sono convinzione e attenzione tattica che nelle partite importanti Cesc mette sempre. Cambia la tattica e i giocatori, non dice 'noi siamo questi, giochiamo così e basta'. No, quando vede che c'è bisogno di aggiungere difensori lo fa e non si vergogna: è segno di intelligenza".
"Diao e Diouf sono i due che mi hanno impressionato di più di Como e Inter. Hanno il cambio di ritmo, qualità, velocità. Che sorpresa Diouf, a Madrid ha fatto una prestazione eccezionale ed è grazie a giocatori come lui che può crescere la convinzione di poter essere competitivi su tutti i fronti. Anche se per me deve essere questa la normalità per l'Inter, in grado di andare su ogni obiettivo con determinazione. Il Como deve rigiocare la Champions e fare esperienza in Europa quest'anno, è fondamentale capire che livello bisogna avere per puntare in alto. Como da Scudetto? Credo di sì. Una volta che si riconferma in Champions, nella fase finale del campionato dovrà dimostrarsi competitivo per dare fastidio ai campioni d'Italia".
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