Alla fine sarà Bamba Dieng il bomber della Lazio. Niente Icardi e niente Pinamonti, almeno per ora: il nuovo centravanti per la prossima stagione sarà lui.
Accordo raggiunto e visite mediche programmate nella giornata di domani per il ventiseienne centravanti senegalese, svincolato dopo l'ottima stagione disputata in Ligue 1 con il Lorient. Insomma, tutto fatto: Gattuso ha il 9 che andava chiedendo da tempo.
Ma chi è Dieng? Tutto sul calciatore che proverà a rendere meno pesante la situazione offensiva della Lazio.
Dieng, alto quasi un metro e 80 centimetri, è un attaccante nel vero senso del termine. Una punta centrale, insomma. Anche se nel corso della propria carriera ha fatto anche l'esterno offensivo, sia a destra che a sinistra.
Destro di piede, sa usare in maniera pregevole anche quello meno adatto, ovvero il sinistro. E pure di testa si fa valere, grazie anche a un buon fisico.
Dieng sa attaccare la profondità e può essere considerato un centravanti moderno, dunque in grado di ricoprire più mansioni nei pressi dell'area avversaria.
26 anni compiuti a marzo, Dieng cresce nelle giovanili del Marsiglia, con cui debutta in prima squadra nel 2020/21 e in Europa (Europa League) nell'annata successiva.
Il problema è che non segna moltissimo, e comunque troppo poco per un centravanti: i 7 goal del 2021/22 in Ligue 1 rimarranno per diversi anni il suo record personale. E anche per questo l'OM lo cede al Lorient nel bel mezzo della stagione 2022/23.
Dieng fatica anche lì, segna poco, viene prestato in Ligue 2 all'Angers e neppure al piano inferiore riesce a sfondare. Fino a quando accade una sorta di miracolo: l'esplosione, tanto sognata e tanto desiderata, arriva davvero.
Accade nel 2025/26, stagione che Dieng inizia prima da esubero, poi da panchinaro e infine da subentrato per qualche minuto. Nella prima parte del campionato il ritornello di sempre pare ripetersi, complice anche un infortunio. Ma da gennaio in poi le cose cambiano: Bamba si scatena, segna 10 goal in 18 partite, si merita il soprannome di "Bambagoal". Proprio mentre sta andando in scadenza di contratto.
Arriva anche la chiamata da parte del Senegal, con cui vanta 24 presenze e due reti, per i Mondiali. In Nord America però Dieng fa la semplice comparsa, venendo schierato per qualche minuto contro la Francia e rimanendo in panchina in tutte le altre partite della competizione.
Dieng lascia il Lorient e nel corso dell'estate diversi club fanno a gara per assicurarsi questo centravanti rinato, senza sborsare un solo centesimo di cartellino.
Nessuna operazione, però, si concretizza. Dagli emiratini dell'Al Ain ai turchi dell'Amed, tutti rimangono con un pugno di mosche in mano. Anche il Torino viene accostato a lui. Si parla di attaccamento estremo al denaro da parte del calciatore, si sostiene che sia proprio questo il motivo per il quale è ancora a spasso a ridosso della nuova stagione.
"Credo che ci troviamo di fronte a un giocatore che si è perso - dice a un certo punto il suo agente, Bokar Guissé, secondo cui il calciatore sarebbe consigliato... dalla compagna - in una finestra di mercato estremamente complicata, con un potenziale enorme, ma senza vera stabilità o una direzione precisa nelle decisioni che lo riguardano. Questo, purtroppo, spiega perché tante grandi opportunità non si siano concretizzate".
A entrare in scena, alla fine, è alla Lazio. Accordo trovato, a differenza degli altri club interessati: il destino di Dieng sarà in Serie A.
Gattuso e la Lazio stavano cercando da tempo un attaccante che potesse dare maggiori sicurezze a un reparto poco stabile dopo l'addio di Castellanos e, prima ancora, dell'idolo Immobile. E alla fine l'hanno trovato.
Dieng si candida così a inserirsi nel tridente di partenza dell'ex commissario tecnico dell'Italia, assieme a Zaccagni e a uno tra Isaksen Cancellieri. E dunque a scavalcare gli altri elementi attualmente presenti nella rosa biancoceleste.
Il riferimento va soprattutto a Petar Ratkov, che non è certo di rimanere nella prossima stagione, ma anche a Boulaye Dia, altro senegalese, destinato ora a disputare una sorta di derby per entrare nelle grazie di Gattuso.
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