La prima estate di Giovanni Carnevali alla guida della Juventus nel suo nuovo ruolo da amministratore delegato e raccogliendo la difficile eredità di Damien Comolli è servita da un lato ad assestare i conti e dall'altro a provare a costruire, con tante limitazioni, una rosa competitiva.

Ma come stanno i conti della Juve in vista di un bilancio in cui non ci saranno gli introiti della Champions League? Tuttosport lo ha chiesto a Fabrizio Bava, professore di Economia all’Università di Torino e il quadro che ne emerge non è così disastroso.


"Bisogna partire dal presupposto che la Juve è un top club e non vuole smettere di esserlo. Se sbagli la squadra per due anni di fila con acquisti decisamente costosi (come Koopmeiners o Douglas Luiz) ti trascini ammortamenti e ingaggi elevati per anni.

Carnevali è riuscito a rinnovare pesantemente la squadra e a contenere le spese, scommettendo su profili di prospettiva come Alajbegovic e giocando sui prestiti. Alla fine, l’incremento complessivo dei costi fissi si aggira intorno ai 15 milioni tra ammortamenti e ingaggi. Un prezzo da pagare tutto sommato accettabile per non depauperare la competitività del club"

"L’unica nota dolente coincide con l’acquisto di Kolo Muani. Non per il rendimento attuale - s’intende -, ma perché tra ingaggio e ammortamento ha bruciato gran parte del risparmio ottenuto con l’addio di Vlahovic"

"Come se ne esce? Cedendo a gennaio o entro il prossimo 30 giugno un profilo particolarmente gravoso a bilancio".


Non una cessione di un big necessariamente, quindi, ma la cessione di un giocatore dall'impatto alto a bilancio fra ingaggio e costo ammortamento.

"Carnevali è il terzo dirigente di fila chiamato a gestire una situazione di bilancio difficilissima. Perché non esistono club disposti ad acquistare gli esuberi bianconeri alle cifre richieste dal club. La Juve non riesce più a fare plusvalenze importanti (dai 20 milioni in su) da almeno 5 anni. Al contempo, si rifiuta di cedere i suoi asset principali, per non correre il rischio di impoverire la rosa di Spalletti"

"Allo stato attuale, dunque, le probabilità di raggiungere il Break Even entro il 2028 diventano sempre più basse. Per riuscirci la Juve avrà due strade: ridurre i costi e contemporaneamente aumentare i ricavi, oppure registrare una serie di plusvalenze nel giro dei prossimi due anni. Vale per i giovani della Next Gen, come per i profili facilmente piazzabili sul mercato, come i vari Yildiz, Alajbegovic e Bremer…".