Mirwan Suwarso si gode il Como in Champions League.


Il presidente del club lariano ha dichiarato in un'intervista al Corriere dello Sport: "Abbiamo già investito oltre 400 milioni di euro sul mercato? Aziende come Uber e Netflix hanno investito pesantemente per anni per costruire quello che sono oggi. Una squadra consolidata può cambiare 3 o 4 calciatori. Noi, di promozione in promozione, 9 o 10 ogni volta. Esserci qualificati in Champions League prima del previsto ha creato un'ulteriore necessità di rafforzarsi, ma guardate in cosa stiamo investendo: giovani con il potenziale di migliorare e crescere di valore".


"Sono preoccupato per le regole del Fair Play Finanziario? Stiamo costruendo le fondamenta per ricavi ricorrenti. Quando ci siamo qualificati per la Champions, il nostro primo passo è stato parlare con l'Uefa. Costruire i nostri piani dentro il quadro normativo fa parte del diventare vincenti".


"Le multiproprietà? No, non fa per noi. Il nostro focus sarà sempre e soltanto Como".


"Lo Scudetto? Non fissiamo mai obiettivi di ambizione sportiva. La nostra pianificazione riguarda la costruzione di un club finanziariamente sostenibile, che possa permettersi di competere in Europa. La Champions è arrivata prima che il business avesse quella solidità finanziaria. Durerà? Yes. Non prometteremo ai fan titoli o un posto permanente in Champions, ma un club che diventerà finanziariamente solido. Il Como ha attraversato tre fallimenti fra il 2004 e il 2017, non succederà di nuovo".


"Non so per quanto tempo sarò presidente. Ma durante il mio tempo qui spero di contribuire a costruire le fondamenta di un club che possa prosperare per generazioni. Un club di cui la gente di Como possa essere sempre orgogliosa, in cui senta un senso di appartenenza, e la cui storia ispiri bambini e non solo, qui e oltre Como, a vedere ciò che è possibile".

"Fabregas a vita è un'opzione? Cesc ci sta aiutando a costruire un approccio che va molto più in profondità della semplice scelta della formazione, ma dire che qualcuno resterà a vita significherebbe ignorare come funziona il calcio".

"Inter, Roma e Napoli hanno già provato a portarcelo via? C'è una lunga fila di interessati, molti altri lo saranno. Le persone hanno le proprie ambizioni. Vogliamo che il suo lavoro continui a rendere il Como più forte. Questo significa sostenerlo adeguatamente oggi e costruire un'organizzazione capace di portare avanti quel lavoro quando arriverà il suo prossimo capitolo".


"Un suo erede tipo Alberto Aquilani? Scegliere un allenatore non è compito mio, non gestisco l'area tecnica: abbiamo un football council. Cesc avrà sempre una voce importante e un contributo rilevante in quelle discussioni".


"Nico Paz in estate ha scelto Como anziché il Real Madrid? La decisione di Nico significa molto, ma per noi è una responsabilità importante: dobbiamo offrirgli le condizioni giuste per migliorare, può diventare ancora più forte".


"Per ottenere un ritorno dagli investimenti dobbiamo puntare su talenti che possano svilupparsi e crescere di valore, ma l'età media non deve mai diventare da sola un criterio di selezione. Ogni giocatore deve essere adatto al nostro calcio".

"Perché ho detto che Marotta e De Laurentiis sono due visionari? Perché sanno guardare oltre la partita successiva. De Laurentiis ha dimostrato di pensare al Napoli come a un'azienda e ho già parlato di quanto sia commercialmente acuto, in Marotta vedo l'importanza dell’esperienza e della costruzione di un’organizzazione calcistica che sappia continuare a competere".