A San Siro si festeggiano i 100 anni di uno stadio che ha fatto la storia del calcio ma anche un Milan finalmente convincente anche sotto il profilo del gioco: il 3-0 a Lecce è il frutto di una produzione offensiva di ottimo livello al netto di un avversario, il Lecce, apparso privo di argomenti convincenti. Unico neo i fischi a Estupinan: l'esterno ecuadoriano, autore di una prova sufficiente, paga gli errori delle gare precedenti.

Il primo segnale importante è che può esistere un Milan con le idee di Amorim e con Modric e Rabiot insieme in mediana: il centrocampista croato ha corso tanto e bene, regalando anche un paio di verticali ad innescare i trequartisti. Quello che sembrava un equivoco tattico dopo l'Olimpico si è risolto in un'altra chiave tattica: il croato può giocare il suo calcio se l'avversario non attua marcature a uomo a tutto campo ma sopratutto se ha dei trequartisti che si muovono tanto come Pulisic e Saelemakers.

Alla lettura delle formazioni in tanti hanno storto il naso: dentro Estupinan con un Moreira in palla in panchina. Il nazionale belga ha una capacità devastante di cambiare la partita da subentrato in attesa che la squadra ampli la conoscenza e gli automatismi. Estupinan, allo stato attuale, ad Amorim ( insieme a Chukwueze dall'altro lato) garantisce quell'equilibrio che serve a una squadra in costruzione: il passaggio successivo per completare un undici base, termine che non piace al tecnico portoghese, sarà proprio nel cambio tra l'ex Brighton e il nazionale belga. il ritorno al goal di Pulisic dopo 10 mesi è la notizia più importante: questa squadra non può prescindere dall'americano e dai suoi senatori. Provvidenziale il confronto che c'è stato in settimana tra Amorim e i giocatori più rappresentativi dello spoglatoio.