Alessandro Gaucci è da pochi giorni il nuovo presidente del Perugia, riportando dopo vent'anni alla guida del club umbro una famiglia a cui sono legate alcune delle pagine più importanti della sua storia, dalla Serie A alla vittoria della Coppa Intertoto contro il Wolfsburg nel 2003. Oggi la realtà è un'altra, il girone B di Serie C, e la sconfitta casalinga nel fine settimana per 2-0 contro il neopromosso Vado ha lasciato tracce. Il Perugia è ottavo in classifica, in zona play-off, ma l'arbitraggio del signor Alessio Vincenzi (e l'operato del quarto uomo Mario Picardi) non è andato giù al numero uno del club umbro.

I toni utilizzati nella conferenza stampa del post-partita sono stati infatti piuttosto accesi e i contenuti ancora di più: “Evidentemente il nome della mia famiglia dà ancora fastidio a qualcuno. Quello che si è visto mi fa pensare che l'arbitro fosse in malafede. O è scarso, uno che non dovrebbe più arbitrare nemmeno i pulcini nel pollaio, oppure devo pensare che è in malafede. Non ci ha dato un rigore incredibile nemmeno dopo essere andato a rivedere l'episodio al monitor. E poi il quarto uomo, un arrogante, una brutta persona. Io vado in panchina e cerco di stare tranquilli, ma abbiamo sempre quattro persone addosso che ci controllano, come coi carabinieri. Ma abbiamo ammazzato qualcuno?”.

Lo sfogo di Alessandro Gaucci prosegue: “Come si permettono? Devono portarci rispetto come noi ne abbiamo nei loro confronti. Ci ammazziamo ventiquattro ore al giorno per ricostruire qualcosa di importante qui a Perugia, poi vediamo cose scandalose come questa, con lo scemo di turno che rovina tutto. Adesso basta! Mi dessero anche 100 giornate di squalifica, non me ne frega nulla”. I motivi della rabbia del presidente del Perugia sono legate all'espulsione ad inizio partita del difensore Pazonov e al mancato calcio di rigore per un intervento su Van Amersfoort". L'affondo si conclude così: "Devo pensare che il nome della mia famiglia crea ancora problemi e genera fastidio e allora forse è il caso che mi faccia nuovamente da parte".