Dopo essersi ritirato dal calcio a soli 34 anni nello scorso mese di dicembre, Manolo Gabbiadini ha cambiato vita. In un’intervista a La Repubblica si è raccontato a 360 gradi.


PRESENTE - "Senza calcio sono sereno. Gli ultimi due anni non avevo vissuto bene per i troppi infortuni. Mi dicevano che mi sarei annoiato e invece posso seguire meglio i bambini".

LA CARRIERA - "Napoli scelta che rifarei, come fai a dirgli di no. Mi volevano a tutti i costi e nei primi sei mesi feci un sacco di goal. La Sampdoria aveva trovato Muriel come sostituto, furono tutti contenti. In Inghilterra è stato fantastico, vivono il calcio in modo incredibile, il campionato più bello al mondo. Sono molto contento di quella esperienza. Sono poi tornato alla Sampdoria. Appena ha ricevuto la proposta, ho accettato, sapevo che sarei stato bene".


NAZIONALE - "Quell’Italia-Svezia fu tosta da digerire. Sarebbe stato bello segnare e portare l’Italia al Mondiale nella gara decisiva. Dovevo fare qualcosa in più, non mi piace scaricare le colpe su altre persone. Ho saputo due giorni prima che sarei partito titolare, ma quando vesti l’azzurro devi essere sempre pronto, un minuto, dieci o novanta è lo stesso. La chiamata di Mancini nel 2022 fu inaspettata e bellissima: il modo migliore per superare il brutto ricordo contro la Svezia".