Nicolò Barella si candida a fare rientro nell'undici titolare dell'Italia, in occasione dell'ultima partita di Nations League di questa lunga sosta contro la Turchia. Un'opportunità importante per la Nazionale di Roberto Mancini di rimanere a contatto della coppia di testa formata da Belgio e Francia – che si affronteranno l'una contro l'altra domani sera – e di tenere a distanza la squadra di Vincenzo Montella per scongiurare il rischio della retrocessione.

Contro la Francia, nella sfida pareggiata venerdì scorso per 1-1, il centrocampista dell'Inter non è partito titolare, subentrando solo nel finale. Un'anomalia, che il diretto interessato ha motivato così ai microfoni di Sky Sport: “L'Italia non è Barella, io sono disponibile per giocare 20, 15, 30 minuti o quello che sono, è il mister a fare le proprie scelte. Sicuramente negli ultimi anni ho sempre giocato titolare, soprattutto nelle partite importanti. Ma questo è uno sport di squadra, non è tennis”.

In conferenza stampa, Barella ha anche parlato di come il suo modo di giocare da mezzala sia cambiato: “Spero che mi allunghi la carriera. Non sono vecchio, ma ho un po' di partite sulle gambe e ho dovuto impare a gestire meglio il mio corpo. Giocando 70 partite all'anno non ho più la brillantezza che avevo a 23 anni ma guardando le statistiche sono sempre uno di quelli che corre di più. L'unica cosa è che in Nazionale devo recuperare qualche gol, sono indietro da quel punto di vista”.

Sul lavoro di Roberto Mancini ed il suo atteggiamento verso il gruppo, il centrocampista della Nazionale Nicolò Barella ha dichiarato: “Il mister è sempre lo stesso, gli piace lavorare con i giocatori, portare entusiasmo e liberarci la testa dalle difficoltà di questi anni. Ma deve partire tutto da noi, dalla nostra volontà di ritrovarci. In questi anni abbiamo vissuto esperienze pesanti e non positive, soprattutto io, Donnarumma e Bastoni. Il mister ci ha chiesto di ritrovare l'entusiasmo e penso che ci stiamo riuscendo perché altrimenti una partita come quella in Francia non la recuperi e non cerchi addirittura di ribaltarla”.

Infine Barella ha detto la sua sul delicato momento che sta attraversando il nostro calcio: “Quando inizi la tua carriera in Nazionale vincendo un Europeo e poi per due volte non vai ai Mondiali ti senti responsabile di quello che succede, le critiche arrivano ma devi trovare forza. Quella notte non è stata facile, così come guardare il Mondiale da casa. Ma nella vita però le cose vanno affrontate a testa alta”.