Nel cuore di Roma c'è una palazzina che quando si passa da quelle parti lascia sempre a bocca aperta: siamo a Piazzale delle Belle Arti, tra il quartiere Parioli e lo stadio Olimpico e con il Tevere che scorre ai piedi di edifici storici costruiti negli Anni Venti. A due passi dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, precisamente al civico 6, Ettore Scola nel 1980 girò il film "La Terrazza" che nel 1980 vinse il premio come miglior sceneggiatura. Quello stesso palazzo oggi è il porto sicuro per molti protagonisti delle ultime sessioni di mercato: da Palestra a Calafiori, passando per Dzeko e Kean.
Mentre i riflettori erano accesi sullo Sheraton di Milano, al terzo piano di quel palazzo di Piazzale delle Belle Arti venivano chiuse le operazioni più importanti dell'estate. Andiamo con ordine: in un caldo pomeriggio di luglio, quando in città c'erano più turisti che romani, da quel portone uscì Marco Palestra per volare a Londra e iniziare la sua nuova esperienza col Chelsea. I Blues hanno messo la freccia sull'Inter mettendo sul piatto un'offerta da 60 milioni di euro, il giocatore è stato convinto a sposare il progetto inglese dalle parole di Xabi Alonso col quale ha parlato in videocall proprio dalle stanze dell'ufficio della World Soccer Agency di Alessandro Lucci.
E' lì che il Milan ha provato a convincere Mattia Liberali a tornare in rossonero: Amorim e Cardinale sono stati una notte intera a pressare per superare il Como, ma ormai sia il ragazzo che il suo agente Lucci avevano già dato la parola a Cesc Fabregas. In quello stesso ufficio, sei mesi prima Edin Dzeko stava riflettendo sul suo futuro: consapevole che alla Fiorentina non stava trovando spazio, rinunciò a un'importante proposta economica del Paris FC per tornare in Germania, firmò con lo Schalke e lo trascinò in Bundesliga a suon di goal.
Alzando lo sguardo per le stanze dell'ufficio c'è un numero infinito di maglie appese al muro: da Florenzi a Vucinic, da Sinisa Mihajlovic - il figlio Dusan sta lavorando per diventare procuratore - a Bonucci e Cuadrado, passando per Dzeko, Kolarov, Carnesecchi, De Rossi... Chissà se il sì di Moise Kean al Como è arrivato proprio sotto la sua maglia, una delle tante in bella vista. La trattativa è nata proprio al civico 6 di Piazzale delle Belle Arti: quando a fine giugno Lucci ha incontrato il Como per parlare di Liberali ha sondato il terreno per capire se i dirigenti fossero interessati a Moise. Da lì iniziò una trattativa durata più di un mese e con qualche momento di tensione, tenuta in piedi dall'agente dell'attaccante che ha svolto un lavoro di intermediazione tra due club che, praticamente, non si sono mai parlati direttamente. La firma è arrivata alle 18 del 1° settembre, con Kean che ha lasciato sul tavolo un milione di euro pur di tornare a giocare in Champions.
Anche il trasferimento di Calafiori all'Arsenal è passato da quella palazzina nel centro di Roma. In un week end di fine luglio suona il citofono dell'ufficio: "Sono Claudio Fenucci". Amministratore delegato del Bologna, arriva per parlare di Riccardo Calafiori. Poco dopo una nuova visita: Edu, capo dell'area sportiva dell'Arsenal. I due club erano in contatto da oltre 50 giorni ma non riuscivano a trovare l'intesa finale, la stretta di mano arriva quel giorno, dentro a quelle mura, anche grazie al lavoro di Alessandro Lucci che ora dopo ora ha avvicinato le parti. Per buona pace di Cristiano Giuntoli, estimatore del ragazzo e allora dirigente della Juventus che spingeva per portarlo in bianconero. Storie e retroscena di trattative nate al civico 6 di Piazzale delle Belle Arti di Roma; proprio lì, dove Ettore Scola girò il film che vinse il premio come miglior sceneggiatura. E se passate lì davanti alzate lo sguardo, sulla facciata del palazzo c'è una scritta: "nil difficile volenti". Perché anche le trattative più difficili possono chiudersi.
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