Un'ora piena di conferenza stampa entrando in tackle su diversi macro argomenti. Amorim preferisce lavorare sul campo, con i suoi ragazzi alle dichiarazioni pubbliche ma questo non vuole dire che evita le domande. Anzi, le affronta pur prendendosi dei rischi calcolati. Il tecnico portoghese ci ha tenuto però subito a rendere omaggio a Rino Gattuso, definendolo leggenda: "Gattuso è una leggenda del Milan: il
talento
non è tutto. La passione che aveva è un qualcosa che dobbiamo ritrovare nel nostro club. È mancata negli ultimi anni, va messa in campo. Con la passione e l'impegno si possono superare diversi problemi".
Un tema centrale nella conferenza stampa pre Lazio-Milan è stato quello relativo alla condizione attuale di Pulisic: quello dell'americano è un vero proprio caso tra campo e mercato. Non rinnova e non ha trovato spazio nelle prime tre giornate dove deve ancora fare il suo esordio. Amorim ha motivato in questi termini la particolare gestione del forte attaccante americano: "Lo vedrete domani, non so se dall'inizio o a gara in corso. Penso che giocherà qualche minuto. Mi piace molto come giocatore. È arrabbiato perché ha zero minuti finora e mi piace questa cosa nei miei giocatori. Non dimenticate che ha avuto un infortunio in estate e poi nel primo allenamento ha avuto una botta e si è fermato. Non toglierò chi sta facendo bene solo per mettere un "nome": questo è il mio modo di gestire il gruppo e morirò con questi principi. Pulisic è molto importante per me. Dopo la sosta per le nazionali ci sono 8 settimane con tre partite a settimane: tutti saranno stanchi per quanto si giocherà. Pulisic è importante e giocherà tante partite. Ma bisogna capire il contesto e la mia storia per capire perché faccio certe scelte. Ma vedrete Pulisic fin da questo weekend".
Un vanedecum chiaro su come il portoghese intende gestire non solo Pulisic ma tutto il gruppo: conta quello che si fa in allenamento e non il nome. L'unico leader sopra tutti e con la piena consapevolezza del peso di ogni decisione. Tradotto in parole povere: Amorim si prende delle responsabilità importanti con la consapevolezza di quello che ne consegue.
L'idea di un allenatore all'inglese, con funzioni da manager sia per le scelte sul mercato che interne alla vita quotidiana del gruppo, nasce proprio da Gerry Cardinale. Secondo il pensiero del patron di RedBird e del Milan l'allenatore è l'anello debole del calcio italiano e il primo a perdere quando le cose non girano secondo i programmi iniziali. La scelta di Amorim andava proprio a rompere determinati schemi: il Milan è passato da "il mercato lo fa la dirigenza, l'allenatore allena" di Ibrahimovic in riferimento a Fonseca al team integrato di lavoro sul mercato con Amorim che ha l'ultima parola su tutto. Una piccola rivoluzione che ha bisogno di tempo, sostegno e coesione: il nuovo Milan parte dalla leadership di Amorim.
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