Zlatan Ibrahimovic è il personaggio divisivo per eccellenza.

Lo era da calciatore e lo è ancora di più ora che ha appeso gli scarpini al chiodo. L'ex attaccante svedese, ritiratosi dal calcio giocato ormai tre anni fa (era giugno 2023), si è legato a RedBird e al patron Gerry Cardinale.

In questi tre anni ha fatto il frontman di una delle peggiore stagioni, la 2024/2025, culminata con l'ottavo posto con due allenatori diversi, e ha contribuito in modo significativo alla cacciata di Furlani e Allegri dello scorso mese di maggio.

Ibrahimovic è stato il primo consigliere di Cardinale nelle rivoluzione societaria che ha investito il Milan dopo la chiusura della scorsa stagione agonistica.

Ma chi ipotizzava di un ritorno in prima persona nella gestione del club è rimasto deluso: la cabina di comando è tutta di Cardinale, coadiuvato dall'amministratore delegato Calvelli. Ecco perché lo svedese ha fatto un passo indietro rispetto alla gestione condivisa con Elliott e con un suo uomo forte come Furlani.

Ibra non ha e non ha mai avuto l'ultima parola nella scelta dell'ad, del diret­tore spor­tivo o dell'alle­na­tore. Ma è altret­tanto evi­dente che se man­tieni per così tanto tempo un ruolo cen­trale a 360 gradi nella stessa società, la tua opi­nione ha un peso. E cono­scendo la figura di Zla­tan, il peso è impor­tante.

Tra Ibrahimovic e Cardinale i patti sono sempre stati chiari: l'accordo pre­vede che l'atti­vità di con­su­lenza possa riguar­dare, tra le varie aree, anche le valu­ta­zioni sui cal­cia­tori, il reclu­ta­mento di talenti, la gestione del settore giovanile (aspetto molto caro allo svedese) e la moti­va­zione della rosa.

Poi c’è l’aspetto com­mer­ciale, quello a cui tiene particolarmente RedBird. Lo sve­dese è con­si­de­rato una sorta di brand ambas­sa­dor mon­diale (cioè di inter­lo­cu­tore con Stati, mul­ti­na­zio­nali, part­ner com­mer­ciali attuali e poten­ziali). Con un occhio di riguardo per gli Sta­tes anche rispetto alle prin­ci­pali società di pro­du­zione cine­ma­to­gra­fica e tele­vi­siva di Hol­ly­wood.

Cardinale ha permesso a Ibrahimovic di ottenere un ruolo da talent molto ben remunerato a Fox per i Mondiali e lo stesso svedese ha permesso al fondo statunitense di aumentare il numero di sponsorizzazioni. In poche parole uno fa fare soldi all'altro e viceversa. Inizialmente l'idea di Cardinale era quella di avere un persona di carisma, un vincente del calcio e con il Milan in Italia e nel club, ma ora questo passaggio è quasi superato. O quantomeno meno forte.

Secondo quanto ricostruito da La Verità, lo sti­pen­dio base di Ibrahimovic ammonta a un milione di dol­lari all'anno per cin­que anni. Ma non solo: più aumenta la valutazione del Milan, più Ibra avrà un guadagno dal diritto di entrare nell'azionariato a un prezzo definito.

In buona sostanza: la costruzione del nuovo stadio sarebbe un fattore economicamente molto positivo per lui, così come la mancata qualificazione alla prossima Champions League è stata una cattiva notizia.

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