Una decina d'anni fa c'era un giocatore che incantava mezza Europa, era considerato uno dei principali talenti del panorama internazionale e in quel Tottenham di Mauricio Pellegrino, tra Harry Kane e Heung-min Son si era ambientato alla grande. Vecchi ricordi del Dele Alli che fu, un jolly di centrocampo che per anni è stato paragonato a Steven Gerrard. Il potenziale era di quel livello, poi piano piano il livello è sceso e i riflettori su di lui si sono spenti. Oggi l'inglese ha 30 anni ed è svincolato, in attesa di un progetto convincente dal quale ripartire.

Dietro la mancata esplosione definitiva c'è un rendimento incostante e una serie d'infortuni che l'hanno frenato più volte. Nei sei anni e mezzo al Tottenham il migliore è stata la stagione 2016-17, chiusa con 22 goal in 50 presenze trascinando gli Spurs al secondo posto in Premier League dietro al Chelsea. Un livello al quale non arriverà mai più, nel gennaio 2022 va all'Everton e piano piano si perde tra i Toffees e il Besiktas: l'ultima squadra con la quale ha giocato è il Como, col quale ha giocato solo dieci minuti contro il Milan tra gennaio e giugno 2025 prendendo anche un cartellino rosso.


La vita di Dele Alli è stata un continuo viaggio di emozioni sulle montagne russe, dove il punto più basso l'ha toccato da piccolissimo: "A 6 anni sono stato molestato da un'amica di mia madre, che era un'alcolizzata - ha raccontato in un podcast di Gary Neville - A 7 anni ho iniziato a fumare, a 8 ho iniziato a spacciare droga. Pensavano che non avrebbero fermato un bambino in bicicletta, quindi giravo in bici, con il mio pallone da calcio e sotto avevo la droga. A 11 anni un mio vicino di casa mi ha fatto penzolare da un ponte, minacciando di uccidermi". Roba da film che Alli ha vissuto in prima persona, e che inevitabilmente ha condizionato tutto il resto della sua vita. Carriera compresa.


A salvarlo sono stati Alan e Sally Hickford, genitori di un calciatore del MK Dons che si sono presi cura di Dele aiutandolo a concentrarsi solo sul pallone: la carriera parte proprio dal MK Dons, poi arriva al Tottenham dove incrocia anche Mourinho. E a 24 anni pensa, clamorosamente al ritiro. Alli fatica a staccarsi da quell'infanzia difficile che lo segnerà per sempre, e dopo l'esperienza in Turchia al Besiktas decide di andare in una struttura di riabilitazione per la salute mentale, dipendenze e traumi. La partita più grande di Dele Alli è fuori dal campo, riuscire a rimanere sano a livello psicologico è la priorità. Aspettando una nuova squadra, sperando di tornare a sorridere correndo dietro a un pallone che rotola.