Sarebbe stato difficile immaginare un esordio in Nazionale migliore di quello che è stato, per Michael Kayode, Turchia-Italia 1-4. Discese continue, la palla ribadita in rete da Frattesi per lo 0-2 e la rete dello 0-3 a lanciarlo come uno dei possibili protagonisti del nuovo ciclo Mancini. Ma Kayode, prima di affermarsi con le sue rimesse laterali-catapulta e il suo dinamismo in Premier League, era della Fiorentina. Vediamo allora come mai i viola hanno deciso di privarsi del terzino destro.

Arrivato nel settore giovanile della Fiorentina dal Gozzano dopo essere stato scartato da quello della Juventus, Kayode è cresciuto fino ad arrivare ad esordire in prima squadra nella prima giornata del campionato 2023/24, sul campo del Genoa. Con Vincenzo Italiano in panchina ha avuto discreto spazio, anche in conseguenza di un grave infortunio a Dodò, ma le cose sono cambiate nella stagione successiva, quando la guida tecnica è passata a Raffaele Palladino. L'allenatore di Mugnano ha scelto Dodò e Gosens in pianta stabile relegando Kayode ad alternativa in maniera permanente, cosa che alla lunga rischiava di abbassarne notevolmente il valore.

E qui si inserisce l'offerta del Brentford. Che non era la prima: anche nell'estate del 2024 le Bees avevano provato a prendere Kayode, senza successo, ma l'assalto invernale, a inizio 2025, è andato a segno. L'affare tra i biancorossi di Londra e i viola è stato impostato sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto, 500mila euro subito e 17,5 milioni alla fine della stagione, più un 10% sulla futura rivendita per la Fiorentina.

A posteriori appare un errore, ma in quel momento la scelta della Fiorentina aveva un senso logico: nessuno poteva sapere che Palladino si sarebbe dimesso di lì a poco più di quattro mesi, e con lui Kayode non aveva spazio, rischiava di svalutarsi in maniera pesante. Poteva essere ceduto in prestito secco? No, perché con questa formula certamente il Brentford o qualsiasi squadra di livello alto non ci avrebbe mai puntato, facendo solo un favore alla Fiorentina. A conti fatti, i toscani hanno incassato 18 milioni e mantengono un 10% su una cifra potenzialmente molto superiore per un giocatore che al momento della cessione non aveva certezze in viola.