Il presidente della Federcalcio Giovanni Malagò è intervenuto al podcast Numer1, parlando tra le altre cose del gesto di alcuni tifosi della Juventus in Curva, che hanno dato le spalle al campo durante il minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola:
"Più che mai oggi va individuato in modo chirurgico chi ha fatto vergognare tutti gli altri. Non c'è rispetto verso un giocatore, un uomo che ha fatto grandi cose. Il minuto in ricordo di persone del genere va rispettato in ogni caso. Non solo da presidente, ma anche da sportivo, da appassionato, auspicherei un provvedimento specifico, la Juventus è vittima di questa situazione (invece poi è stata multata per 10mila euro, ndr)".
"Da tempo c'è un discorso che riguarda la politica, con certi soggetti che hanno bramosia di entrare nel mondo dello sport e del calcio. Dopo la Bosnia Gravina si è dimesso e in tempi non sospetti sono partite azioni di questo tipo. Il commissariamento non era possibile a livello giuridico, né tramite le dette azione né tramite il CONI. Dopodiché ci sono stati tanti tentativi per impedire il raggiungimento del 50%+1. Poi il pantouflage, il tesseramento, più chiaro di così si muore. Se ho parlato con Giorgia Meloni? No, non è il caso, ha ben altre questioni a cui far fronte. Da una parte c'è scritto che serve il tesseramento, ma dall'altra c'è scritto che non si possono avere rapporti con le società... Il tema non sussiste, non sono sanzionabile in quanto estraneo alla vicenda e non passibile di alcuna dinamica processuale".
"Il presidente della Federcalcio è de facto legato al rendimento del commissario tecnico. Diciamo con franchezza che questo discorso viene accelerato dalla reazione emotiva dell'opinione pubblica".
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