Lunga intervista a Giancarlo Antognoni sulla Gazzetta dello Sport. La bandiera della Fiorentina ha parlato di Franco Mastantuono, nuova stella dei viola, lanciandosi anche in paragoni illustri. Queste le parole dell’attuale capodelegazione della Under 21 azzurra.


"Peccato sia stato ritirato il mio 10 per quest’anno perché mi sarebbe piaciuto vedergli addosso quella maglia. Il talento è sempre meno in Italia, certi giocatori sono un dono per il calcio. Diciamo che lui è un dieci e mezzo, più come Roberto Baggio. Mastantuono appartiene alla categoria di quelli che giocano dalla metà campo in su e sanno sempre inventare qualcosa. Siamo diversi come tipologia, io ero più un centrocampista, lui invece è più attaccante. Però qualcosa in comune c’è: il piede. Lui è mancino, io usavo il destro, ma la tecnica ci avvicina. Un giocatore che viene dal Real Madrid ha sempre il voucher per poter andare e fare bene ovunque. Credo che la Fiorentina sia stata molto brava a prenderlo, anche se solo in prestito secco, e a valorizzarlo, facendolo giocare con continuità. Uno con le sue qualità deve stare in campo sempre, perché salta l’uomo e cerca sempre il goal".


"Ha 19 anni e ampi margini di miglioramento, questa stagione in Italia sicuramente gli farà bene e lo farà crescere sotto tanti punti di vista, però davanti al portiere ci arriva talmente spesso che segnare poi diventa una formalità. Prima della tripletta col Venezia non è che non ci avesse provato, ma aveva colpito il palo e trovato il portiere. Non aveva fatto goal però aveva creato tanti pericoli e calciato. Ora che è saltato il tappo sarà più facile, ne sono certo. Se batterà anche punizioni e rigori può serenamente arrivare a 15 goal e andare anche oltre. Mastantuono ha genio, visione, personalità e anche quella spregiudicatezza tipica della gioventù. Mi piace il suo modo di stare in campo, trasmette allegria. Si vede che giocare a calcio è un divertimento per lui. In lui c’è un mix di diversi giocatori. Ci vedo qualcosa di Rui Costa ma pure di De Sisti, però se devo proprio paragonarlo a qualcuno scelgo Daniel Bertoni, mio ex compagno di squadra e grandissimo amico. Sono argentini tutti e due e hanno portato nel nostro campionato oltre alla fantasia anche quell’atteggiamento scanzonato tipico dei sudamericani. Daniel fu il primo straniero della Fiorentina, me lo ricorda anche come modo di porsi con i compagni e con la gente, molto genuino e informale”.


“Credo che faccia bene alla Fiorentina e pure al calcio italiano, dove il dieci ormai è come un panda, una specie in via d’estinzione. Se somiglia a Dybala? Certamente. Sono tutti e due mancini e hanno in comune il dono di saper cambiare le partite. La qualità fa sempre la differenza, soprattutto in un campionato tattico come il nostro che è diventato sempre più complicato. Il ragazzo ha la mentalità giusta e ha dimostrato quanto può essere decisivo".