Era una promessa del calcio, oggi è finito fuori dai radar. Ma che fine ha fatto Alen Halilovic?


La storia del calcio è ricca di talenti che si sono persi con il passare degli anni. Giovani promesse, caricate di pressioni e aspettative da cui possono rimanere schiacciate non riuscendo a rispettare quell'etichetta di "predestinati" a loro affibbiata.


Prendiamo Halilovic, che in Italia abbiamo conosciuto per la breve, brevissima parentesi al Milan che lo aveva preso come nuova speranza del calcio croato, un nuovo Modric insomma. Di più, "Messi croato" veniva chiamato a sottolineare quanto ci si aspettasse da uno che a 16 anni, 11 mesi e 23 giorni era diventato - il 10 giugno 2013 - il giocatore più giovane a indossare la maglia della Nazionale croata.


Oggi quei fasti sono solo un lontano ricordo per il classe 1996, che un paio di anni fa aveva accettato mestamente la cosa ("Alcuni si aspettavano che fossi Modric, ma non era possibile") e oggi è rimasto senza squadra a soli 30 anni.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro nel tempo, quando il mondo del calcio iniziava ad aprire le porte a un ragazzo che incantava con le giovanili della Dinamo Zagabria.


Quando Halilovic diventò il secondo giocatore più giovane a debuttare in Champions League con la formazione croata nessuno si stupì, così come nessuno si sorprese quando dopo due anni con la prima squadra della Dinamo Zagabria il Barcellona decise di investire 5 milioni per l'allora 18enne mancino.


Più sorprendente invece l'impatto con il mondo blaugrana, ma in negativo: utilizzato nella squadra B del Barça, poi l'addio dopo due anni (uno in prestito allo Sporting Gijon) con una sola partita disputata in prima squadra, meno di mezz'ora nel 4-0 all'Elche in Copa del Rey (2014/15).


Inevitabile cambiare aria per cercare il rilancio, ma anche all'Amburgo e al Las Palmas le cose non migliorarono.

La seconda grande occasione della carriera arrivò nell'estate del 2018. Il Milan prese Halilovic a parametro zero mettendo sul piatto un contratto di tre anni. Il preludio di una grande avventura? No, solo l'inizio di un altro flop.


Rino Gattuso, allora allenatore dei rossoneri, lo aveva chiamato personalmente per convincerlo a trasferirsi in Italia, ma in realtà a Milanello il feeling non scattò mai.


Nessuna presenza in Serie A, tre in UEFA Europa League con soli 60 minuti giocati (55 nel doppio confronto con il Dudelange, 5 minuti contro l'Olympiacos) per il numero 77. Da lì i prestiti allo Standard Liegi e poi all'Heerenveen, prima della risoluzione consensuale del contratto nel 2020.


A stroncarlo proprio Gattuso, che voleva un centrocampo fisico, strutturato e disponibile al sacrificio in fase di copertura. Tutte caratteristiche che Halilovic non aveva e così finì nel mirino del tecnico, che lo criticò apertamente dopo una partita di Europa League per quel suo intestardirsi nel dribblare e tenere il pallone. Alla presentazione con lo Standard Liegi, Halilovic liquidò rapidamente l'argomento: "Dovete chiedere al signor Gattuso perché non ho giocato. Mi ha detto che ero ancora giovane e dovevo migliorare. Io non volevo aspettare".

Birmingham, Reading e Rijeka, il trittico seguente al Milan non riuscì a rivitalizzarlo, ma proprio quando tutto sembrava già definitivamente compromesso il colpo di coda.


Nel 2023 firmò con il Fortuna Sittard e con il club olandese Halilovic tornò a mostrare qualche lampo, di quelli che avevano fatto innamorare i suoi estimatori. Lo stesso anno, lo vide anche imporsi tra i migliori dribblatori d'Europa. Un biennio positivo, poi la terza stagione compromessa da problemi fisici e chiusa con 5 presenze per appena 30 minuti (ma con un assist decisivo per il pareggio contro Go Ahead Eagles).


E così il 30 giugno del 2026, appena 12 giorni dopo il suo 30esimo compleanno, il contratto con il Fortuna Sittard è scaduto e non è stato rinnovato, lasciandolo senza squadra.

Una situazione nella quale si trova ancora oggi, nonostante un'intera sessione di mercato estiva da svincolato.


Halilovic è stato oggetto di qualche rumor di mercato, ma non da parte di club di prima fascia. Era stato accostato all'Avellino, c'erano state voci sul NAC Breda (seconda serie olandese), il Perth Glory in Australia ci aveva pensato così come l'Internacional in Brasile, il Volos in Grecia fino al Persepolis in India e il Buriram United in Thailandia.


Solo voci, nessuna concretizzatasi in un effettivo affare. E così Alen è rimasto senza squadra a 30 anni, lontano da tutti quei sogni che avevano accompagnato l'inizio del suo cammino tra Zagabria e Barcellona. Una meteora del Milan e del calcio, un talento non concretizzato: la parabola di Halilovic.

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