Un'estate da protagonista, del mercato e della pre-season. Eppure oggi Aleksandar Stankovic è uno degli oggetti misteriosi dell'Inter.
Che il figlio d'arte classe 2005 avrebbe faticato a trovare ampio spazio era una situazione prevedibile e preventivata in casa nerazzurra, considerando la grande abbondanza di cui dispone Cristian Chivu a centrocampo arricchito anche dall'arrivo di Curtis Jones.
Non ci si immaginava però che l'impiego fosse così ridotto, al punto di rendere Stankovic il giocatore di movimento meno utilizzato dall'allenatore tra quelli a disposizione, eccezion fatta per l'infortunato Djed Spence.
Stankovic è sempre stato a disposizione ed è sempre stato regolarmente convocato da Chivu per le sei partite ufficiali disputate finora, cinque in Serie A e una in UEFA Champions League.
In ben quattro occasioni però è rimasto seduto in panchina e nelle uniche due presenze collezionate gli sono stati riservati solo dei piccolissimi spezzoni: sette minuti nella prima giornata di campionato contro il Monza e altri otto nel finale di Inter-Udinese.
Un quarto d'ora, 15 minuti complessivi: pochi per un giocatore reduce da un'ottima stagione da protagonista con il Bruges.
In estate l'Inter ha rispedito al mittente tutte le richieste arrivate per Stankovic, sia quelle per un prestito sia l'offensiva del Brentford, pronto a mettere sul piatto oltre 40 milioni di euro per portarlo in Premier League, riferiva La Gazzetta dello Sport.
Fiducia netta, anche perché Chivu lo conosce bene dai tempi della Primavera e in pre-season gli ha concesso ampio spazio per mettersi in mostra, occasione colta positivamente dal 2005. Poi sono iniziate le partite ufficiali e le gerarchie nel centrocampo nerazzurro si sono fatte chiare, chiarissime.
Calhanoglu (al netto degli infortuni) e Barella titolarissimi, Zielinski e Jones come mezzala sinistra con il polacco utilizzato anche in cabina di regia quando manca Calhanoglu, Sucic che reclama il suo spazio e Mkhitaryan che - anche per questioni anagrafiche - viene dosato maggiormente.
E dietro a tutti c'è Stankovic, che idealmente sarebbe l'alternativa a Calhanoglu davanti alla difesa (dove invece viene impiegato Zielinski in assenza del turco) pur essendo stato provato anche come mezzala, e invece resta l'ultima scelta del reparto.
Come detto la situazione era prevedibile e preventivata, l'acquisto di Curtis Jones in particolare ha ridotto parecchio lo spazio per Stankovic in questa prima parte di stagione, ma già nelle ultime ore del mercato estivo si era ipotizzato che Stankovic potesse partire per giocare con continuità altrove. Il 21enne, in accordo con la società, ha voluto restare a giocarsi le sue carte all'Inter almeno fino a gennaio. E poi?
Tutto dipenderà, come sempre, dal campo. Con l'aumentare degli impegni e l'alternanza tra campionato e Champions League, possono presentarsi diverse occasioni di giocare per il serbo, con Chivu chiamato a delle rotazioni oculate per gestire le forse del gruppo.
Se però il minutaggio di Stankovic non dovesse aumentare nei prossimi mesi, allora chiaramente la situazione cambierebbe e lo stesso Aleksandar potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di partire, anche in prestito, per cercare più spazio altrove. La sua gestione e il suo futuro saranno uno dei temi alla ripresa dei lavori dopo la lunga pausa per le nazionali.
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