Ultima amichevole estiva dell'Inter, poi si inizierà a fare sul serio. I nerazzurri hanno affrontato il Betis Siviglia in trasferta a Bari al San Nicola e si sono imposti con il risultato di 1-0 con goal di Stones all'esordio.

Contro i biancoverdi Cristian Chivu chiedeva buone indicazioni sullo stato di forma dei suoi in vista della gara che aprirà la Serie A 2026/2027 e che sabato 23 agosto vedrà Lautaro e compagni scendere in campo, da Campioni d'Italia in carica, a partire dalle 18.30 in quel di San Siro. E da questo test sono arrivati buoni segnali, ma anche altri meno entusiasmanti.


Di seguito i promossi e i bocciati:


Calhanoglu: alza i ritmi, gestisce e smista un'infinità di palloni e per due volte sfiora il goal dalla distanza. Non è ancora al 100%, ma rispetto alle gare con Juventus e Milan il livello si è già alzato.


Barella: il motorino inesauribile è ripartito a giri altissimi. La palla per Bonny a inizio gara è al bacio, recupera e riparte come se fosse gara vera. Poi si perde ogni tanto in giocate un po' forzate da clima amichevole che stonano, ma la gamba c'è.


Bonny: praticamente tutte le azioni pericolose offensive dell'Inter lo hanno visto protagonista o in formato rifinitore o in fase di conclusione. Si muove a destra e a sinistra accanto alla boa Pio Esposito e sfrutta al meglio gli spazi. Manca il goal, e inizia a farsi sentira anche psicologicamente, ma arriverà.


Dimarco: indovinate un po'? C'è un'Inter senza Dimarco e una tre volte più pericolosa in fase offensiva con lui in campo e anche oggi nella ripresa è lui a cambiare il volto alla partita. Come? Facendo ciò che non è riuscito a fare Carlos Augusto ovvero rubare un tempo di gioco alla difesa con assist di prima, appoggi e occupazione degli spazi.


Stones: poteva sognare esordio migliore? L'intesa con Akanji annulla praticamente ogni occasione del Betis, il giropalla è di qualità e infine il goal trovato in girata in area su assist aereo di Pavard che vale la vittoria finale.

Carlos Augusto: Chivu lo riporta nel suo ruolo naturale di esterno di fascia, ma il brasiliano conferma il momento di scarsa brillantezza. Mai una giocata di prima, soffre Antony che diventa il più pericoloso dei suoi e anche quando riesce a proporsi perde un tempo di gioco agevolando il lavoro dei difensori.


Zielinski: colpisce la differenza di andatura rispetto agli altri due componenti del centrocampo. Va a passo costante senza mai accelerare, e fatica ad aiutare nei raddoppi in fascia. Non la sua gara migliore.


Pio Esposito: sbattersi si sbatte, sgomitare sgomita, ma anche lui appare ancora davvero imballato e poco esplosivo. Per due volte arriva in ritardo su una palla che passa a centro area. Serve tempo per entrare in forma che l'Inter non ha.


Diouf: primo passo indietro per il francese da esterno di destra rispetto alle altre uscite pre-stagionali. Questa volta non riesce quasi mai a saltare l'uomo arrivando sul fondo per rendersi pericoloso, né a scatenarsi con le sgasate e le giocate che Chivu vorrebbe da lui. I colpi a tratti li mostra, ma con meno coraggio del solito.


Luis Henrique: vale quanto detto per Diouf. Da quel lato l'Inter non è pericolosa praticamente mai se non quando è Sucic a sganciarsi in quelle zone. Troppo timido, fatica a metterci la gamba e anche in fase difensiva le uniche giocate pericolose arrivano su un paio di letture sbagliate del brasiliano. Forse sta già pensando all'addio.