"Ora siamo in fase di costruzione, ma l'ambizione della Juve è sempre quella di vincere". John Elkann, dopo aver assistito all'amichevole vinta dalla prima squadra contro la Next Gen per 2-0 in 45' seduto panchina, a fianco di Luciano Spalletti, indica l'obiettivo stagionale. La Juventus nell'ultimo campionato è arrivata sesta e non vince lo Scudetto dal 2020, ma l'obiettivo di questa società e di questa squadra deve essere sempre quello di vincere. Il messaggio è che non ci si può accontentare del quarto posto, che può essere l'obiettivo minimo per le casse del club ma non per le ambizioni della Juventus (dirigenza-allenatore-squadra) e dei suoi tifosi. Tradotto ancora: una bella responsabilità soprattutto per Spalletti, perché i nuovi dirigenti, appena arrivati, devono costruire, mentre invece l'allenatore quest'anno è chiamato a vincere.


In altri termini, al di là delle parole di Elkann, è evidente che per Spalletti il bonus della prima stagione iniziata in corsa sia esaurito. Il pessimo risultato finale della scorsa stagione non gli è stato addebitato perché la sua Juve, considerando solo i punti fatti dal suo arrivo al posto di Tudor in poi, in Champions ci sarebbe arrivata. Le responsabilità della fallimentare annata 2025-26 sono state addossate in toto a Comolli e ad alcuni giocatori. E non al tecnico toscano, nonostante il modo in cui è stato dilapidato quel piccolo vantaggio che la Juve aveva in zona Champions, sulle inseguitrici, fino a poche giornate dal termine del campionato.



Da adesso si volta pagina. A parte la mancata conferma di Vlahovic e il mancato arrivo di un portiere di esperienza (Alisson o il Dibu Martinez), Spalletti dal mercato ha avuto i rinforzi richiesti: Vicario, Celik, Lucumì, Alajbegovic, Ekhator e la conferma di Boga. E qualcun altro potrebbe ancora arrivare da qui al 1° settembre, fra centrocampo e attacco. La società, inoltre, sta provando ad accontentare Spalletti anche sul mercato in uscita, con le partenze di Openda e Adzic (curiosamente entrambi in goal nel primo match ufficiale stagione con le rispettive nuove squadre, Lione e Sassuolo), oltre a Rouhi, e con le trattative non facili per cedere Di Gregorio, un difensore fra Rugani e Cabal, un centrocampista fra Miretti e Koopmeiners (oltre al taglio di Arthur), e almeno uno fra David, Milik e Zhegrova. Inoltre, la dirigenza sta assecondando Spalletti nel provare a dare fiducia al ritrovato Douglas Luiz.


Dalle 18.30 di domenica, a Frosinone, inizierà a giocare la prima vera Juve al 100% di Spalletti, che non avrà più margini di errore. In caso di falsa partenza, scommettiamo che l'ombra di Antonio Conte non tarderebbe molto ad aleggiare intorno alla panchina bianconera.