"Il retroscena: ecco cosa ha detto Mancini negli spogliatoi dopo il ko con il Belgio". Titola così Gazzetta.it, raccontando l'umore del CT dopo lo 0-2 dell'Olimpico contro il Belgio, venerdì sera, nel match che ha segnato il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina dell'Italia e l'esordio di alcuni nuovi Azzurri. Sono però i senatori, soprattutto, a essere finiti sul banco degli imputati, e aver fatto arrabbiare il Mancio.


"Sandro Tonali più Nicolò Barella in mezzo, Giovanni Di Lorenzo più Gianluca Mancini là dietro, non è il gioco delle coppie, è la traduzione del concetto di “senatori” assenti", si legge sul quotidiano.

La Gazzetta non riporta ovviamente virgolettati di Mancini, che restano nello stretto riserbo dello spogliatoio, ma racconta il senso delle sue parole: "Nelle sue parole al gruppo riunito c’è una riflessione da leggere con gli occhi dell’ottimismo: la strada deve essere questa, un percorso lungo e non facile, ma che ci porterà lontano, molto: è la sintesi del ct azzurro. Mancini ha ricordato ai suoi ragazzi il sentimento di una nazione di tifosi esasperati da quanto non raccolto negli ultimi anni e, per questo, i fischi vanno accettati e compresi perché figli dell’amarezza e di un amore tradito".


E infine: "Mancini riunisce il gruppo e gli consegna una memoria da mandare giù senza esitazioni: dentro una strada giusta occorre metterci l’atteggiamento giusto".


Vedremo se già da domani sera, sul campo della Turchia, le parole del CT inizieranno a fare breccia nell'animo dei giocatori della Nazionale, senatori e non.