Si avvicina mestamente l’addio alla nazionale argentina di Lionel Messi. Nell’ultima gara in programma contro il Benin la Pulce saluterà la Seleccion che ha portato a nuove vette nel corso della sua carriera, carriera che continuerà con l’Inter Miami ancora per chissà quanto.


Dopo la finale dei Mondiali persa e la scomparsa del padre, l’ex Barcellona ha capito che per lui era tempo di dire addio agli impegni col gruppo di Scaloni che resterà vedovo non solo del giocatore migliore, del suo 10, ma anche del leader, del faro che guidava dei ragazzi nati idolatrandolo e poi finiti a giocare con lui.

L’addio alla nazionale di Messi lascia un vuoto enorme non solo per il suo Paese ma in tutti gli appassionati che ne hanno seguito le gesta.
Chi prenderà il suo posto? Chi ha provato a farlo nel corso degli anni e quanto lontano ci è andato? Ecco una rassegna – parziale – di “tutti i nuovi Messi”.



Parlare di nuovo Messi è fuorviante. Forse mai più potrà rinascere un giocatore di questo livello che possa essere così tecnico e così spietato sotto porta, un vero e proprio testimone del calcio in tutto il mondo. Anche il suo più diretto erede – Lamine Yamal, esploso fin da giovanissimo e al Barcellona, come Messi – si è subito voluto scostare dal paragone, troppo ingombrante persino per lui che è e vuole essere solo Lamine Yamal.


Il cruccio di trovare un nuovo Messi è e sarà anzitutto dell’Argentina che si ritroverà nella stessa condizione vissuta nel post Maradona. Allora i vari Ortega, Aimar, Riquelme, Saviola, D'Alessandro fallirono nel tentativo di imitare Diego, prima dell’arrivo di Leo. Lo stesso arduo compito toccherà ora ai Nico Paz, Mastantuono, Echeverry, Prestianni, Valentin Carboni, Subiabre, tutti ottimi giocatori, potenziali campioni anche ma che molto difficilmente potranno scalfire la leggenda di Messi. Tutti e sei hanno già vissuto alti e bassi nelle loro giovani carriere e hanno dovuto fare le valigie e ripartire dal basso per ritrovarsi e rilanciarsi. Alcuni sono ancora in fase di decollo, altri paiono essersi fermati ma solo il tempo potrà dire se riusciranno a mettersi in scia della Pulce.


In passato, già in tanti hanno provato a replicare in campo le gesta di Messi ma nessuno ha mai retto il confronto. Due che dalla scia di Leo si sono tolti presto per portare avanti le loro grandi carriere sono stati Lamela e Dybala, mancini, argentini, ma poi affermatisi come giocatori molto diversi da lui.


Discorso simile per Lo Celso, diventato più centrocampista che attaccante e a un altro livello, più in basso, e per Soulé, ancora in tempo per puntare alle stelle e con caratteristiche simili a quelle di Messi ma con qualità e prospettive ovviamente minori.


Tanti poi nel corso degli anni si sono schiantati col paragone. Da Buonanotte a Iturbe, fino a Luka Romero: sulla cresta dell’onda fin da giovani, con grandi speranze e grandi mezzi tecnici, ma poi finiti presto nel dimenticatoio di quelli che dovevano essere i nuovi Messi ma sono diventati "solo" onesti calciatori.


La lista è ancora più lunga se dall’Argentina si passa al resto del mondo e, soprattutto, al Barcellona. Alla Masia, settore giovanile che ha sfornato Messi, prendendolo da giovanissimo e curandolo dalla giovane età fino all’adolescenza inoltrata, da ormai decenni provano a ripetere il miracolo.


Prima di Yamal, ci avevano provato con Bojan Krkic, Giovani Dos Santos, Deulofeu, Munir El Haddadi, Ansu Fati. Di Messi neanche l’ombra ma – chi più, chi meno – tutti giocatori che hanno dato qualcosa alle loro squadre, anche se molto di più avrebbero potuto dare, almeno per le loro potenzialità.

 

D’altronde l’idea, o meglio, il sogno di avere un nuovo Messi ha sfiorato la mente di ogni nazione. Bastava vedere un ragazzotto piccolino, bravo tecnicamente, magari mancino e che partisse da destra per accentrarsi, che subito gli veniva appiccicata l’etichetta del “Messi di…”, un appellativo che è toccato a tanti e a tutti ha fatto più male che bene.


Negli anni abbiamo visto Torje il Messi dei Carpazi, Kvaratskhelia il Messi georgiano, Ninis il Messi ellenico, Halilovic il Messi croato, persino Mastour il Messi reggiano ma, fatto salvo l’ex Napoli, ora al Psg, questi prospetti di campioncini non sono mai diventati davvero tali.



E nel futuro? Chi potrà essere il nuovo Messi? Chi sono i giovani che potranno strappare degli applausi magari allo stesso Lionel che li guarderà dagli spalti?


Tanti i ragazzi che promettono bene ma quelli che paiono più pronti sono sostanzialmente tre.


A guidare il gruppo degli indiziati a eredi di Messi c’è Gilberto Mora, trequartista classe 2008 del Tijuana e stellina del Messico che ha già guidato agli ultimi Mondiali. Quindi, Cavan Sullivan, prospetto Usa dei Philadelphia Union e del 2009, fresco di debutto con la nazionale di Pochettino. E, infine, il più giovane del lotto: JJ Gabriel, inglese del 2010 e del Manchester United che ha già scatenato un’asta planetaria per convincerlo a lasciare i Red Devils. Dovessero fare anche metà della carriera di Messi, andrebbe già bene.