Il giorno dopo la bellissima esibizione del Como di Cesc Fabregas, che alla prima in assoluto in Champions League travolge per 4-1 i tedeschi del Lipsia mostrando un calcio pieno di qualità ed entusiasmo, risalta in maniera evidente ed impietosa per il Napoli il confronto con la prova offerta dalla squadra di Massimiliano Allegri al cospetto dell'Arsenal campione d'Inghilterra e vice campione d'Europa in carica.

In particolare, a Napoli non ha convinto l'analisi sulla partita che l'allenatore livornese ha fatto, puntando il dito ancora una volta sulle “scelte sbagliate” da parte dei suoi calciatori in alcuni momenti e rilevando però come la fase difensiva sia risultata più efficace rispetto a quella mostrata negli altri due ko contro Como ed Inter in campionato. “Noi abbiamo difeso bene ed è positivo. Se avessimo fatto questa difesa contro Como e Inter forse sarebbero finite in modo diverso. Abbiamo avuto delle situazioni dove abbiamo sbagliato l'ultimo passaggio. Non bisogna demoralizzarci, bisogna essere dispiaciuti e arrabbiata ma lo spirito è quello da portare avanti. Quando difendiamo in quel modo è difficile farci gol”.

La lettura della partita di mercoledì sera da parte di Allegri non ha convinto diversi tifosi del Napoli e non soltanto loro, non tanto per la “difesa” di un modo di fare calcio che anche nelle precedenti e recenti esperienze del tecnico toscano non ha prodotto grandi risultati alla prova dei fatti, quanto perché le statistiche che emergono dalla sconfitta casalinga con l'Arsenal smentiscono un certo tipo di narrativa. I Gunners, beneficiando infatti dell'atteggiamento molto remissivo del Napoli, hanno prodotto un totale di 26 conclusioni verso la porta avversaria, un record assoluto in Champions League per una squadra che giocava in trasferta.

Non solo. Limitandoci al raffronto temporale più ravvicinato, ossia il precedente big match contro l'Inter di sabato 5 settembre, Allegri sostiene che una gestione difensiva migliore avrebbe forse scongiurato la prepotente rimonta nerazzurra dallo 0-2 al 3-2 finale. Anche in questo frangente, i dati riportati da Opta riferiscono come gli expected goals concessi dal Napoli nelle ultime due partite disputate non siano troppo dissimili: 4.05 con l'Arsenal, 3.86 con l'Inter, mai così tanti nella storia recente del club azzurro. Che negli ultimi anni ha conosciuto allenatori e pensieri calcistici completamente differenti ma che difficilmente aveva dato la sensazione di concedersi in questo modo agli avversari e di subire poi così molto.

In parole povere, disporsi in campo ed interpretare la gara con l'obiettivo di essere equilibrati e di concedere poca profondità agli attacchi avversari si è rivelato un boomerang. Più le formazioni rivali del Napoli hanno avuto metri di campo a disposizione per sviluppare le proprie trame, più giocatori sono stati portati dentro o verso l'area di rigore di Meret (e Milinkovic-Savic) e più la retroguardia è andata in sofferenza. Sono già 6 i goal concessi nelle prime quattro partite ufficiali disputate, ma è soprattutto la sensazione di fragilità costante mostrata che allarma Allegri ed il suo staff. Costretto pure a fare i conti con una prima grande emergenza infortuni che non aiuta.

Il Napoli ha perso per diversi mesi Alessandro Buongiorno nel corso della preparazione estiva. L'ex centrale del Torino è verosimilmente uno di quei calciatori sui quali l'allenatore confidava di costruire una certa solidità difensiva, in coppia con Rrahmani. Anche Beukema, reduce dai problemi fisici accusati nella passata stagione, non è ancora al cento per cento della condizione e i mancati rinforzi dal mercato – non è un mistero che l'obiettivo dichiarato fosse il milanista Mario Gila – hanno avuto il loro peso. Benoit Badiashile è ancora alla ricerca della forma migliore dopo un periodo di inattività ed il suo ingresso con l'Inter ha sollevato parecchi dubbi. Se la fase difensiva ancora non funziona, non è tutto imputabile ai soli componenti del reparto arretrato, ma coinvolge anche un centrocampo che ha perso per qualche settimana McTominay e che ancora non ha visto i migliori Lobotka ed Anguissa. Oltre ad un De Bruyne che contro l'Arsenal ha dato la sensazione di predicare nel deserto, in una squadra che non accompagnava mai l'azione e che ha scelto di lasciare il pallino del gioco all'Arsenal.

Contro Bologna e Fiorentina, prima della sosta, Allegri si gioca già molto. I soli tre punti conquistati in campionato, le tre sconfitte nelle prime quattro partite ufficiali disputate – circostanza che non si verificava dal lontanissimo 1960 – hanno fatto scattare l'allarme ed alimentato i primi malumori in città. Tra chi rimpiange Antonio Conte e i primi rumors sui possibili pretendenti alla panchina del Napoli, come Raffaele Palladino, che ha assistito dalle tribune del “Maradona” al match contro l'Arsenal.