La solita, forte e bella Inter conferma i favori del pronostico, restando a punteggio pieno dopo le prime due giornate di Serie A.


Dopo il 4-1 col Monza a San Siro, i campioni d'Italia vincono 1-0 a Cagliari, sbloccando ancora il risultato al primo tiro in porta. Facendo così schizzare alle stelle la percentuale di realizzazione dei nerazzurri, autori di ben 4 goal all'esordio stagionale su 5 tiri in porta (13 in totale) con 1,05 expected goals.


Poi però capitan Lautaro e compagni effettuano altri 30 tiri (25 in area di rigore, 7 in porta con 3,91 expected goals) senza riuscire a trovare il raddoppio per chiudere in anticipo la partita. Rimasta invece aperta fino al 95°, con una bella parata di Martinez e un grande salvataggio difensivo di Bisseck.


La variabile è rappresentata dai portieri, prima Pizzignacco in negativo e poi Caprile in positivo. Ma anche dalla concretezza dei calciatori dell'Inter al momento della conclusione, un dettaglio fondamentale da migliorare già a partire dai prossimi due impegni contro il Napoli di Allegri a San Siro e il Real Madrid di Mourinho al Bernabeu.


La costante risponde al nome di Hakan Calhanoglu. Una settimana dopo la soluzione di potenza da 145 chilometri all'ora, stavolta il regista arrivato a parametro zero dal Milan apre le danze con un preciso colpo da biliardo.


Come Dimarco, è in scadenza di contratto a giugno 2027, quando il nazionale turco avrà 33 anni.

La stessa età che aveva Ivan Perisic nel 2022, quando decise la finale di Coppa Italia vinta 4-2 contro la Juventus segnando una doppietta ai tempi supplementari. Nel dopo-gara dichiarò che non si può aspettare all'ultimo per rinnovare i contratti in scadenza dei calciatori importanti, poi a fine stagione smise di rispondere alle telefonate del direttore sportivo Piero Ausilio e si trasferì a parametro zero al Tottenham allora allenato da Antonio Conte.

Ecco, l'Inter non deve più ripetere un errore del genere.


La seconda disillusione (oltre a quella legata alla percentuale realizzativa) riguarda Luis Henrique, schierato titolare da Chivu. Ancora una volta l'esterno brasiliano non ripaga la fiducia dell'allenatore, confermandosi l'anello debole della squadra.


Nonostante dalla sua parte giochino i due migliori in campo: Pavard e Barella, profeta in patria alla faccia dei fischi e degli insulti dei suoi ex tifosi.


Non a caso i dirigenti nerazzurri avevano provato a piazzare sul mercato in uscita il calciatore classe 2001, chiedendo addirittura una cifra più alta rispetto ai quasi 23 milioni di euro investiti l'anno scorso per acquistarlo dal Marsiglia. Ma non è andata in porto la trattativa con la Roma, che ha virato su un suo connazionale, coetaneo e quasi omonimo: Luiz Henrique, in arrivo alla corte di Gasperini dai russi dello Zenit San Pietroburgo.