L'ultima frenetica e folle giornata di calciomercato in Inghilterra ha regalato diverse situazioni controverse e colpi di scena che lasciano anche oggi i loro strascichi nelle dichiarazioni di alcuni dei protagonisti che le hanno vissute. Fra di loro c'è anche Diomansy Kamara, vecchia conoscenza del calcio italiano per aver indossato la maglia del Modena e oggi procuratore di Ismaila Sarr, giocatore di spicco del Crystal Palace e della nazionale del Senegal.

Il classe '98 è stato fino all'ultimo istante uno degli obiettivi più caldi inseguiti dal Liverpool per rafforzare ulteriormente il suo reparto offensivo dopo gli arrivi di Victor Munoz e Bradley Barcola. Il Crystal Palace ha però respinto i ripetuti tentativi dei Reds e oggi Diomansy Camara ha utilizzato toni forti e contenuti duri per tornare sulla situazione. “I casi di Ismaila Sarr e Lamine Camara (centrocampista del Monaco che il Chelsea credeva di aver chiuso nella tarda serata di ieri, prima del clamoroso dietrofront della formazione del Principato) devono interrogarci tutti. Dobbiamo uscire da questa logica in cui il giocatore africano a volte dà l'impressione di essere solo una merce: lo compri, ne fissi il prezzo, negozi il suo futuro e, troppo spesso, la sua volontà sembra passare in secondo piano. I nostri giocatori africani meritano rispetto. Il rispetto del loro lavoro. Il rispetto della loro carriera. Rispettare le loro ambizioni. Il rispetto delle loro voci. Un trasferimento non dovrebbe essere solo una questione di due club e numeri. Dietro ogni contratto c'è un uomo, una carriera, sogni e scelte di vita”.

L'affondo dell'agente Diomansy Kamara sugli inaspettati epiloghi delle vicende di Ismaila Sarr e Lamine Camara si conclude così: “Il fatto che i club possano a volte avere l'ultima parola è una realtà del calcio professionistico. Ma una domanda rimane: e la carriera e la volontà del giocatore? Il giocatore deve poter essere ascoltato e rispettato nelle decisioni che determinano il suo futuro. Non dimentichiamo mai ciò che è importante: dietro ogni successo, sono i giocatori a scrivere la storia per primi”.